Il trionfo più dolce di Tim Merlier: “Vincere davanti a mio figlio è speciale. E nel finale ero senza radio”

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Dietro alle tre dita sollevate al cielo sul traguardo di Chalon-sur-Saône c’è una motivazione che va ben oltre i numeri, i record o le logiche di squadra. Tim Merlier ha firmato una splendida tripletta al Tour de France 2026, ma la gioia più grande per il velocista belga della Soudal Quick-Step è stata quella di poter festeggiare la sua 75ª vittoria da professionista abbracciando la sua famiglia subito dopo la linea d’arrivo.

Nel consueto e attesissimo flash interview del dopogara, Merlier si è presentato ai microfoni con il figlioletto in braccio, visibilmente emozionato.

“Una vittoria speciale per la mia famiglia”

Poter vincere nella tappa in cui i propri cari sono presenti a bordo strada è il sogno di ogni corridore, un incastro perfetto che raramente si realizza nel caos del Tour. Merlier ci è riuscito:

“Mio figlio è ancora molto piccolo, ma spero e penso che un giorno, guardando queste immagini, si ricorderà di questo momento. Avere lui e la mia compagna qui oggi mi ha dato una motivazione extra incredibile per dare il massimo. Questa vittoria ha un sapore davvero speciale: non è mai facile riuscire a vincere esattamente nel giorno in cui la tua famiglia viene a trovarti lungo il percorso. Sono immensamente felice”.

Il brivido in finale: radio rotta e il giallo della fuga

La dodicesima tappa è stata tutt’altro che una passeggiata, caratterizzata da continui attacchi e da un finale ad altissima tensione. Merlier ha rivelato di aver vissuto momenti di forte incertezza a causa di un guasto tecnico proprio nelle fasi cruciali della corsa:

“Abbiamo avuto parecchi problemi con le radioline. Penso che la mia si sia rotta del tutto a un certo punto, ho passato un sacco di tempo a cercare di sistemarla. Quando quel folto gruppo con Simmons e Ganna è scappato via nel finale, io non sapevo assolutamente nulla di cosa stesse succedendo davanti. Per fortuna, a differenza dei giorni scorsi, oggi le gambe giravano benissimo: non ho sofferto sulle salite e ho superato i GPM con ottime sensazioni”.

Il miracolo di Stuyven: “Ha forato, ma gli ho detto di non fermarsi”

A rendere ancora più epica la vittoria della Soudal Quick-Step è stato un imprevisto meccanico che ha colpito l’ultimo uomo del treno di Merlier, Jasper Stuyven, a pochissimi chilometri dalla volata. Un problema che avrebbe potuto mandare all’aria i piani del team, gestito però con una calma da veterani:

“Jasper ha avuto una micro-foratura a ridosso del finale. Non era sicuro di poter fare il lead-out e di riuscire a lanciare lo sprint. Io però l’ho guardato e gli ho detto: ‘Resta calmo, il liquido sigillante ha chiuso il foro, tiene’. Oggi la comunicazione tra noi è stata impeccabile. Lui ha mantenuto la calma, sapeva che avevo una giornata super e mi ha posizionato alla perfezione”.

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