La sesta tappa del Tour de France 2026, caratterizzata dal mitico e durissimo concatenamento tra il Col d’Aspin e il leggendario Tourmalet, non ha lasciato solo verdetti cronometrici pesanti a favore di un monumentale Tadej Pogaฤar. Nel dopo gara, lโattenzione degli esperti e degli appassionati si รจ spostata rapidamente sui dettagli tecnici e sulle scelte tecnologiche dei grandi protagonisti.
A sollevare la polemica piรน discussa รจ stato Tom Dumoulin. Lโex campione olandese, oggi apprezzato opinionista televisivo, ha espresso forti perplessitร sulla decisione di Jonas Vingegaard e della Visma-Lease a Bike di affrontare uno dei tapponi alpini piรน impegnativi della Grande Boucle con una configurazione a monocorona anteriore (1x).
La critica di Dumoulin: “Una pura perdita di potenza”
La scelta del monocorona (supportata ufficialmente dallo sponsor tecnico SRAM) offre indubbi vantaggi aerodinamici nei tratti veloci e consente di risparmiare circa 200 grammi di peso eliminando deragliatore anteriore e batteria. Tuttavia, secondo Dumoulin, sulle pendenze estreme del Tourmalet questa scommessa si รจ rivelata un vero e proprio boomerang:
“ร una pura perdita di potenza. Montare il monocorona in una tappa del genere รจ stato un errore che ha costretto Vingegaard ad avere una scelta di rapporti decisamente troppo limitata nei momenti chiave”.
Il nodo centrale risiede nell’efficienza meccanica. Quando si utilizza una singola corona anteriore (come un 50T o 52T) accoppiata a un pacco pignoni molto ampio (come il 10-36T di SRAM), la catena รจ spesso costretta a lavorare con angolazioni estreme.
“Quando la catena lavora cosรฌ disallineata sui pignoni piรน grandi o piรน piccoli, l’attrito aumenta sensibilmente โ spiega l’ex maglia rosa โ. In una corsa dove si lotta sui marginal gains, questo si traduce in una perdita quantificabile di watt”.
Il parere dell’esperto: salti di cadenza troppo grandi in salita
A dare manforte all’analisi di Dumoulin sono i dati numerici. Intervistato sull’argomento, il dottor Xavier Disley, direttore di AeroCoach ed esperto di aerodinamica e biomeccanica applicata al ciclismo, ha spiegato nel dettaglio cosa succede a livello di cadenza di pedalata quando si affronta una salita dura con il monocorona:
“Sul Tourmalet, dove la velocitร media in salita era di circa 23 km/h, Vingegaard si รจ trovato a pedalare sui pignoni piรน grandi della cassetta SRAM 10-36T. In quella zona del pacco pignoni i salti sono di ben quattro denti alla volta (ad esempio dal 28 al 32 e al 36)”.
Un salto di quattro denti con una corona cosรฌ grande influisce drasticamente sul ritmo:
- Con un sistema tradizionale 2x (doppia corona), i salti nella parte alta della cassetta sono solitamente di soli due denti, traducendosi in una variazione minima di appena 6 o 7 pedalate al minuto (RPM).
- Con il monocorona (1x) e i salti da quattro denti, la cadenza varia bruscamente di 11 o 12 RPM.
“In un momento cruciale della corsa โ sottolinea Disley โ un salto di ritmo cosรฌ brusco puรฒ farti ritrovare improvvisamente con un rapporto troppo duro, impedendoti di rispondere all’accelerazione dell’avversario, o costringerti a frullare troppo velocemente senza riuscire a scaricare i watt a terra”.
Aerodinamica contro efficienza: la scommessa della Visma
Mentre la UAE Team Emirates di Pogaฤar ha preferito andare sul sicuro con una configurazione classica a doppia corona per mantenere sempre la linea di catena dritta e una cadenza fluida, in casa Visma si รจ preferito scommettere sui watt risparmiati a livello aerodinamico (stimati in circa 3-4 watt a velocitร molto elevate) e sul peso.
In pianura o nelle classiche del Nord la tecnologia monocorona si sta dimostrando un’arma micidiale, ma le grandi montagne del Tour sembrano avere regole diverse. La Visma-Lease a Bike ha difeso la scelta ricordando che il danese ha giร vinto in passato con questa configurazione, ma in un Tour 2026 dove Pogaฤar sembra non concedere il minimo margine, anche la scelta di un dente in piรน o in meno sulla cassetta puรฒ fare tutta la differenza del mondo.









