Jasper Philipsen, il digiuno continua: “Lotterò fino a Parigi”

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Jasper Philipsen si ritrova a secco di vittorie dopo dodici tappe. Sul traguardo di Chalon-sur-Saône, in quella che sulla carta rappresentava l’ultima vera opportunità per i velocisti puri, il fulmine belga dell’Alpecin-Premier Tech si è dovuto inchinare allo strapotere del connazionale Tim Merlier e alla rimonta di Olav Kooij, accontentandosi di un amaro terzo posto.

Nonostante la delusione per un bilancio che recita ancora “zero” nella casella dei successi in questa edizione, Philipsen ha analizzato la corsa ai microfoni di Sporza con grande sportività e lucidità.

“Nessun rimpianto, lo sprint è stato perfetto”

A differenza delle volate precedenti, caratterizzate da errori di posizionamento o dalla sfiorata sanzione (poi revocata) di ieri a Nevers, stavolta Philipsen e la sua squadra non hanno sbagliato nulla. Pilotato magistralmente da Mathieu van der Poel nell’ultimo chilometro, il belga ha lanciato la sua azione nelle migliori condizioni possibili:

“Abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Non ho nulla da rimproverare a me stesso o alla squadra oggi. Abbiamo fatto la corsa che dovevamo fare e impostato lo sprint esattamente come volevamo, ma semplicemente non è bastato.

Ovviamente corriamo sempre per vincere, ma stavolta non c’era niente da fare. Penso di aver fatto una volata superba, davvero al mio miglior livello. Quando gli avversari si dimostrano più forti, bisogna solo accettarlo con serenità. Chapeau a Tim Merlier, ha meritato ampiamente questa vittoria”.

Un record interrotto, ma l’orgoglio resta intatto

Nelle ultime quattro edizioni del Tour de France, “Jasper Disaster” (ormai ribattezzato “Jasper Master”) aveva sempre portato a casa almeno un successo parziale, costruendo un palmarès da urlo. Ora che le grandi montagne dei Vosgi e delle Alpi si avvicinano, le occasioni per i velocisti puri sono praticamente esaurite, ma il belga non ha alcuna intenzione di arrendersi: “Continueremo a lottare fino a Parigi, anche se sono consapevole che potrebbe non esserci più un’altra vera occasione per vincere in volata. Ho già dieci tappe del Tour nel mio palmarès e sono estremamente orgoglioso della mia carriera. Abbiamo lavorato duramente per preparare questo appuntamento: forse la vittoria arriverà più avanti in modo inaspettato, o forse no. Vedremo cosa ci riserverà ancora questo Tour”.

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