Tour 2026, Pogačar durissimo: “Vingegaard caduto per colpa dell’antidoping alle 2 di notte. Il Tour perde un amico”

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Il traguardo del Plateau de Solaison ha regalato spettacolo, ma nel dopo gara della quindicesima tappa il clima è tutt’altro che festoso. Tadej Pogačar si è presentato ai microfoni visibilmente scosso, non tanto per la vittoria sfuggitagli allo sprint contro Remco Evenepoel, quanto per il drammatico ritiro del suo storico rivale, Jonas Vingegaard.

Il fuoriclasse sloveno della UAE Team Emirates ha voluto rendere omaggio al danese, ma ha anche scagliato una frecciata pesantissima e destinata a far discutere, indicando una clamorosa possibile causa dietro la disattenzione costata il Tour al capitano della Visma.

Tadej Pogačar: “Il Tour non sarà lo stesso senza Jonas. Ormai siamo amici”

Il legame sportivo tra i due dominatori del ciclismo moderno è emerso chiaramente nelle parole cariche di rispetto della maglia gialla:

“Vedere Jonas a terra in quel modo è stato terribile. Lottiamo l’uno contro l’altro per la vittoria del Tour de France fin dal 2021. All’inizio, forse, non avevamo il rapporto migliore del mondo, ma negli ultimi due anni siamo diventati grandi rivali. C’è un rispetto immenso tra di noi e, in un certo senso, siamo diventati anche amici. Questo Tour de France non sarà assolutamente lo stesso senza di lui”.

L’accusa shock: “Svegliato alle 2 del mattino, la mancanza di sonno toglie lucidità”

Pogačar ha poi affrontato di petto il tema della dinamica dell’incidente, puntando il dito senza mezzi termini sui protocolli dei controlli medici a sorpresa:

“Stavo riflettendo su una cosa: oggi abbiamo avuto i controlli antidoping la mattina presto, e nel caso specifico di Jonas sono arrivati alle 2 di notte. Questa potrebbe anche essere una delle cause della caduta. Dopo una notte passata con il sonno completamente rovinato, è normale essere meno concentrati e lucidi, specialmente quando si affronta una discesa veloce. Non ho certezze, ma in un certo senso le due cose potrebbero essere collegate”.

“Remco è un razzo, sarà un problema per la terza settimana”

Tornando all’analisi prettamente sportiva della corsa, lo sloveno ha comunque promosso la prestazione di squadra, spendendo parole di grande stima per il vincitore di giornata:

“Dal punto di vista della corsa per noi è stata una giornata perfetta. La Visma voleva vincere la tappa e noi avevamo Adam Yates davanti per giocarci le nostre carte. Quando la fuga è stata ripresa ci abbiamo provato con Isaac Del Toro, perché questa era la salita adatta a lui. Aveva un po’ di dolori per via della caduta con Jonas e ha perso un po’ di fiducia, ma deve essere felice: ha fatto una grande giornata e ora è messo benissimo sia in classifica generale che per la maglia bianca”.

Infine, l’elogio al rivale belga: “Tanto di cappello a Remco. Oggi sul Plateau de Solaison è stato un test secco di trenta minuti a tutta e credo che abbiamo fatto segnare i nostri migliori dati numerici di sempre in salita. Remco a volte ha solo bisogno di un’iniezione di fiducia, ma oggi ha dimostrato di essere un vero razzo. Sarà una spina nel fianco (“pain in the ass”) per tutta la prossima settimana”.

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