ORCIERES-MERLETTE – Aggressivo, generoso e sempre spettacolare quando la strada sale sui pedali. Richard Carapaz ha conquistato con autorità la diciottesima tappa del Tour de France 2026 con l’arrivo in quota ad Orcières-Merlette, regalandosi un successo di altissimo spessore al termine di una giornata corsa da assoluto protagonista.
Nella conferenza stampa post-gara, il fuoriclasse ecuadoriano della EF Education – EasyPost ha ripercorso i momenti chiave della sua azione, analizzando con grande lucidità la gestione della corsa e guardando con ambizione alle prossime durissime tappe alpine.
“Gara pazza, ma sapevo di avere le gambe giuste”
Carapaz ha descritto l’andamento di una tappa tiratissima, dove la fuga di qualità ha dovuto sudare per conquistare il margine decisivo: «Oggi è stata una giornata davvero pazza. Il nostro obiettivo fin dal mattino era chiaro: entrare nella fuga e giocarci la vittoria di tappa. Il Tour de France è sempre difficilissimo ogni anno, ma oggi avevo la determinazione assoluta di cercare il successo. Sapevo che l’ascesa finale si adattava bene alle mie caratteristiche; ho cercato di correre nella maniera più intelligente possibile, aspettando il momento giusto per fare la differenza. È una vittoria speciale e di grandissima qualità».
Sollecitato sul suo stile così aggressivo ed esuberante in salita, l’Ecuadoriano non ha nascosto la propria filosofia di corsa: «Sì, il mio stile è questo: sono aggressivo e quando sento di avere le gambe giuste non mi tengo niente, do tutto in strada. Quando si presenta l’occasione devi avere gambe, testa e determinazione nello stesso istante per cogliere il risultato».
Nessuna pressione e lo sguardo alla Maglia a Pois
Rispondendo a chi gli chiedeva se avesse avvertito la pressione dei tentativi falliti nelle tappe precedenti, il corridore della EF ha elogiato il lavoro dei compagni e la fiducia dell’ambiente:
«Nessuna pressione. Sul bus avevamo una strategia chiara ed eravamo tutti coinvolti fin dal primo chilometro. Sentire la fiducia totale della squadra per me è fondamentale. Sapevamo che oggi era una delle opportunità migliori prima delle tappe più estreme».
Infine, con la riapertura della classifica per la Maglia a Pois di miglior scalatore, Carapaz lancia la sfida per le prossime giornate sull’Alpe d’Huez:
«La classifica generale? Come ho detto fin dalla partenza a Barcellona, per me non era una priorità e ho lasciato andare del tempo di proposito. Il nostro focus sono sempre state le tappe e la Maglia a Pois. Ci sono ancora tantissimi punti in palio nelle prossime due giornate sulle grandi montagne. Sarà dura, ma se le gambe risponderanno ci proverò sicuramente: il mio obiettivo è finire questo Tour con la maglia a pois a Parigi».









