“Clima di dittatura nella Picnic PostNL”: 71 testimoni parlano del terrore nella squadra

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Wednesday December 11 2024 DSM Photo: Francesco Rachello / Tornanti.cc

Il ciclismo professionistico viene scosso da una pesantissima inchiesta giornalistica che rischia di travolgere le fondamenta di una delle formazioni storiche del panorama WorldTour. Un’indagine congiunta condotta dall’emittente olandese NOS Sport e dalla piattaforma In De Waaier ha portato alla luce quello che decine di addetti ai lavori descrivono come un “clima di terrore e tirannia” all’interno del Team Picnic PostNL (ex Sunweb e DSM).

L’inchiesta, frutto di mesi di verifiche e di ben 71 interviste riservate ad atleti, ex corridori, tecnici e membri dello staff, tratteggia un quadro sconcertante di vessazioni psicologiche, paranoia dirigenziale e mancate tutele per la salute mentale dei tesserati.

La testimonianza shock di Martijn Tusveld: «Arrivato a pensieri estremi»

Tra le testimonianze più drammatice raccolte dai reporter figura quella dell’ex corridore Martijn Tusveld, costretto a lasciare la squadra dopo anni di forte pressione psicologica. Il punto di rottura risale al Giro d’Italia 2020, quando il corridore espresso dei dubbi sulla tattica di gara scelta dal management:

“Alla fine di quella stagione mi dissero che creavo un’atmosfera negativa. Da quel momento ho iniziato ad avere paura. Ho pensato: ‘Tengo la bocca chiusa e dico sempre sì e amen’. E l’ho fatto per tutti gli anni successivi.”

In una lettera inviata nell’inverno del 2025 al direttore sportivo Rudi Kemna, Tusveld ha confidato di essersi sentito del tutto impotente e bloccato nella sua crescita, confessando risvolti drammatici: “Sono diventato ansioso e ho avuto pensieri depressivi. Ho persino pensato di farmi del male.”

L’ex coach Helmantel: «Rapporti umani vietati, un’autentica dittatura»

A confermare la deriva autoritaria della struttura guidata dal team manager Iwan Spekenbrink è stato anche Adriaan Helmantel, per anni storico allenatore personale di campioni come Tom Dumoulin.

Helmantel ha ricordato una riunione chiave del 2017 a Sittard, in cui la dirigenza decise di spezzare il legame diretto tra atleti e preparatori: “I tecnici non potevano più parlare liberamente tra loro né confrontarsi apertamente con i corridori. Temevano che se il rapporto si fosse stretto troppo, gli atleti avrebbero deciso tutto. Il management ha iniziato a diventare paranoico. Quando ho provato a protestare, un dirigente se n’è andato sbattendo la porta. È stata la conferma che non c’era ascolto: era diventata una dittatura.”

La replica della Picnic PostNL: «Storie che ci toccano, via a un’inchiesta indipendente»

In seguito alla pubblicazione dell’inchiesta, il Team Picnic PostNL ha rilasciato un lungo statement ufficiale, annunciando l’avvio immediato di un’indagine indipendente per fare luce sul clima interno alla squadra: “Le storie condivise da attuali ed ex corridori e membri dello staff ci toccano profondamente. Allo stesso tempo, non ci riconosciamo nell’immagine generale descritta nell’articolo. Ma questo non toglie nulla alla gravità delle testimonianze emerse. Per questo motivo affideremo l’incarico per un’indagine professionale e indipendente sulla cultura del nostro team.”

La formazione olandese ha inoltre lamentato il poco tempo concesso da NOS per replicare formalmente prima della messa in onda, garantendo al contempo che prenderà con la massima serietà gli esiti che emergeranno dai rilevamenti degli auditor esterni.

Una vicenda destinata a far discutere a lungo il movimento internazionale, riaccendendo i riflettori sull’importanza della tutela della salute mentale e psicologica degli atleti nel ciclismo di altissimo livello.

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