Vergallito: “La squadra e la laurea in scienze motorie mi hanno aiutato”

Luca Vergallito

Luca Vergallito ha ottenuto ieri il suo primo successo da professionista alla Oberösterreich Rundfahrt. Il corridore in forza alla Alpecin-Deceuninck Development Team ha attirato su di sé molte attenzioni in quanto è il corridore riuscito a passare professionista grazie alla Zwift Academy: sulla base di un accordo tra il team olandese e Zwift, la famosa piattaforma che permette di pedalare sui rulli e sfidare altre persone collegandosi a internet, ogni anno un corridore ha diritto a un contratto con la squadra giovanile della Alpecin-Deceuninck. Una grande occasione aperta a tutti e che ogni anno premia sia un uomo che una donna.

Negli anni passati, Jay Vine è stato uno dei corridori che maggiormente si è messo in evidenza dopo aver vinto la Zwift Academy. Dopo essere cresciuto nel team olandese, il corridore ha vinto due tappe alla Vuelta a Espana e quest’anno, passato alla UAE Team Emirates, è stato uno degli uomini fondamentali per permettere a Joao Almeida di conquistare il podio al Giro d’Italia. Dopo il successo di ieri, abbiamo sentito Luca Vergallito al telefono.

Si aspettava la vittoria dell’ultima tappa e della classifica finale in Austria?

“Ci credevo, ma non me lo aspettavo. Nei giorni precedenti avevo speso molte energie per aiutare il mio compagno Timo Kielich, che ha vinto due tappe ed era leader della generale. Sono però partito con grande fiducia, anche perchè sapevo di avere dei valori molto buoni. La stagione sta andando meglio di quanto sperassi: non ho preso parte a molte corse ma sono felice di come sia andata fino ad oggi. Al Circuit des Ardennes ho cercato di fare esperienza, poi è stato un crescendo, e sono felice di aver corso al Tour of Norway con la prima squadra. Sono felice soprattutto perchè dopo la Zwift Academy hai un contratto da professionista ma hai sempre il punto interrogativo, non nascondo che avevo dei dubbi sulla mia tenuta in gruppo. Invece le gare mi hanno dato una buona risposta: sono in grado non solo di finirle, ma anche di farle bene”.

Fino al 2017 lei correva negli Under 23 ma non era riuscito a togliersi grandi soddisfazioni, al punto tale da lasciare e gareggiare negli amatori. Cosa è cambiato da quel periodo?

Sono migliorato molto a livello fisico, a livello di valori. Rispetto a quegli anni sono a un livello superiore. Avere una migliore capacità fisica mi dà motivazione e fiducia a livello mondiale. Ieri in gara sono partito consapevole di avere dei buoni valori, quindi sono andato alla partenza con un altro morale rispetto a quando ero Under 23, dove sapevo fin da subito che mi sarei ritirato. Anche essere parte di una squadra dove si è seguiti bene sotto ogni punto di vista fa la differenza: in gara ci si aiuta molto di più. Da Under 23, anche per difficoltà mie, non mi sentivo veramente parte di una squadra, mentre adesso mi sento parte integrante della Alpecin-Deceuninck. Mi sento a mio agio in gruppo, e anche la laurea in scienze motorie mi ha permesso di migliorarmi molto perchè ho potuto studiare da vicino la scienza applicata al mondo dello sport”.

Luca Vergallito

In Italia, il suo passaggio tra i professionisti dopo aver vinto sui rulli la Zwift Academy ha diviso l’opinione pubblica: cosa vorrebbe dire in merito?

“E’ difficile esporsi perchè non si riesce a trovare un punto comune per tirare su una discussione costruttiva. Secondo me sono arrivate delle critiche fuori luogo e abbastanza sterili, di menti molto chiuse, persone non aperte alla novità. La mia storia può essere simile a quelle di altri che hanno avuto una seconda possibilità. Una cosa però voglio specificarla: non ho tolto il posto a nessuno perchè chiunque può partecipare a questo concorso, anche uno Junior o un Under 23 in cerca di contratto. Anzi, i tecnici che seguono la Zwift Academy preferiscono investire su chi ha già esperienza in corsa. Mi mette tristezza vedere che chi commenta non tira fuori il lato positivo della mia storia: sono una persona che ci ha provato, e si è rimessa in gioco dopo aver fallito, impegnandosi e migliorando sempre di più. Dalla mia storia c’è un lato positivo importante: il messaggio è quello di non mollare, ma portare avanti la propria attività con impegno e dedizione”.

Dopo la vittoria in Austria, come proseguirà la sua stagione?

“Prendrò parte ai campionati italiani il 24 giugno. Non conosco ancora il resto del calendario, lo definiremo a breve con la squadra. Personalmente, mi piacerebbe continuare su questa strada, riuscire a fare dei buoni risultati e fare esperienza nelle corse di alto livello con la squadra World Tour, pedalando soprattutto su percorsi duri”.

Lei conduce anche il podcast Ciclismo KOMpetente: come è nata l’idea?

Ciclismo KOMpetente è nato insieme a Mattia Gaffuri: con lui condividiamo la passione per il ciclismo e per la scienza. Entrambi siamo laureati in scienze motorie e lo scorso settembre abbiamo deciso di portare avanti questo podcast settimanale dove analizziamo le prestazioni e diamo agli appassionati qualche consiglio. L’intento è quello di fare divulgazione scientifica”.

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