E’ proprio il caso di dirlo, stavolta è andata bene. Thymen Arensman ha letteralmente salvato la faccia della Ineos-Grenadiers. Una squadra che, fino al 2021, dominava in lungo e in largo le grandi corse a tappe (quando hanno smesso di vincere i Tour de France vincevano comunque i Giri d’Italia con Tao Geoghegan Hart ed Egan Bernal), e che ora fa strano vederla passare da schiacciasassi a formazione che punta almeno a vincere una tappa.
Parliamo di uno dei team con il budget più alto al mondo. Recentemente, tanto per rimanere in tema petrolio, accanto al gigante energetico Ineos si è avvicinato TotalEnergies. Tanta benzina ma pochi cavalli per una formazione che, c’è da dirlo, ha avuto anche l’enorme sfortuna di perdere Filippo Ganna nel corso della prima tappa. Un danno per il team, una beffa per noi italiani.
C’è poco da dire, la vittoria di Arensman è stata davvero molto bella, figlia del coraggio e della lucidità anche quando l’acido lattico arriva fino alle orecchie. L’olandese è riuscito in un’impresa spettacolare e ha anche resistito al possibile rientro di Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, non proprio roba da poco insomma.
Bisogna però sottolineare che questo successo di tappa salva solo la faccia della Ineos-Grenadiers, perchè per il resto, lo ripetiamo, fa strano vederla così in basso in classifica generale. Un team abituato a dominare che ora ha Carlos Rodriguez come miglior uomo in classifica, distante ben 22 minuti dalla maglia gialla. Per i prossimi anni ci sarà tanto da lavorare, nel frattempo è giusto che il team si goda questo bel successo.






