Il Tour de France Femmes 2025 è entrato nel vivo con una controversia che sta scuotendo il mondo del ciclismo femminile. La protagonista? Demi Vollering, una delle cicliste più forti e ammirate del momento, coinvolta in una caduta durante la terza tappa. L’incidente ha scatenato un acceso dibattito sul rispetto e il comportamento nel gruppo (peloton), coinvolgendo nomi di rilievo come Jos van Emden (direttore sportivo del team Visma-Lease a Bike) e Stephen Delcourt (team manager di FDJ-SUEZ).
Cosa è successo a Demi Vollering
Durante la terza tappa, Demi Vollering ha riportato dolori al ginocchio, ai glutei e alla schiena dopo una caduta ad alta velocità. Sebbene sia riuscita a concludere la quarta tappa, rimane incerta la sua possibilità di competere per la vittoria finale. La sua squadra, FDJ-SUEZ, ha attribuito la causa dell’incidente a un presunto clima di mancanza di rispetto nel gruppo, puntando il dito contro l’aggressività di alcune atlete.
"This is NOT a good sign." 😳🇳🇱
— SBS Sport (@SBSSportau) July 28, 2025
More bad luck with crashes for Demi Vollering, as a hard fall in the final kilometres of Stage 3 left her in pain and needing teammates to escort her to the finish 😧#TDFF2025 | July 26 – August 3 | SBS & SBS On Demand 📺 pic.twitter.com/2XWGG1iSkJ
La dura risposta di Jos van Emden
Le dichiarazioni di Delcourt non sono passate inosservate. Jos van Emden, DS del team Visma-Lease a Bike, ha risposto in modo tagliente alle critiche: “Quello che dice è semplicemente ridicolo. Vuole un gruppo di otto cicliste con Demi al centro in una gabbia dorata? Allora cambiamo sport. Demi crede davvero di essere in una gabbia dorata. Sì, è la migliore ciclista, ma non per questo tutte devono farsi da parte.”
Una risposta che sottolinea come la competitività sia una componente essenziale del ciclismo, anche nelle gare femminili. Van Emden ha respinto categoricamente l’idea che il gruppo debba adattarsi allo stile di corsa di Vollering, evidenziando che gli incidenti fanno parte della natura stessa di questo sport.
Una visione più equilibrata: parla Philip Roodhooft
In mezzo alla polemica, Philip Roodhooft, manager della squadra Fenix-Deceuninck (che guida anche la stella emergente Puck Pieterse), ha offerto una posizione più moderata: “Comprendo l’emozione. Anche al Tour maschile abbiamo vissuto incidenti importanti, come quello che ha coinvolto Jasper Philipsen. Ma etichettare subito qualcuno come colpevole è sbagliato. Quello che è successo è un normale incidente di gara. Fa parte del ciclismo.”
Il contesto: tensioni e rischi crescenti nel ciclismo femminile
L’incidente di Vollering arriva in un momento delicato per il ciclismo su strada. Proprio pochi giorni fa, Ellen van Dijk ha annunciato il ritiro dalle competizioni, dichiarando che la pericolosità del gruppo le ha fatto perdere la passione per il ciclismo su strada. Le sue parole risuonano forti nel contesto attuale: “Il gruppo non è più il mio posto. È il momento per una nuova generazione.”
Incidente o sintomo di un problema più grande?
La caduta di Demi Vollering non è solo un fatto di cronaca sportiva, ma un segnale di un problema più ampio: l’equilibrio tra competizione e sicurezza nel ciclismo femminile. Se da un lato è chiaro che gli incidenti fanno parte della gara, dall’altro emerge la necessità di un confronto serio sul rispetto in corsa, sulle regole implicite del gruppo e su come proteggere le atlete di punta senza snaturare lo sport.










