A cura di Raul Baldestein – preparatore atletico e bike fitter professionista, fondatore del centro Omni Sport Lab
Nel ciclismo moderno, la valutazione funzionale rappresenta uno strumento imprescindibile per la pianificazione razionale del processo di allenamento. Nel mio lavoro quotidiano presso Omni Sport Lab, considero i test non come un semplice momento di “misurazione della performance”, ma come una fase fondamentale di diagnosi funzionale, utile a definire carichi, intensità e priorità di intervento in modo individualizzato.
L’obiettivo della valutazione non è produrre numeri fini a sé stessi, ma costruire un profilo fisiologico e neuromuscolare dell’atleta sul quale impostare una programmazione coerente con le reali caratteristiche del soggetto.
Test incrementale con lattato e VO₂max: inquadramento fisiologico dell’atleta
Il test incrementale con analisi del lattato ematico e misurazione del consumo di ossigeno (VO₂) rappresenta, a mio avviso, il protocollo di riferimento per l’inquadramento metabolico dell’atleta ciclista in età adulta. Si tratta di una valutazione ad elevata specificità, che consente di determinare in modo oggettivo i principali punti di riferimento fisiologici della prestazione:
• soglia aerobica del lattato (LT1)
• soglia anaerobica del lattato (LT2)
• soglia ventilatoria aerobica (VT1)
• soglia ventilatoria anaerobica (VT2)
• massimo consumo di ossigeno (VO₂max)
• risposta cardiorespiratoria allo sforzo incrementale
Nel mio centro utilizzo questo protocollo esclusivamente con atleti dalla categoria Juniores in su; in quanto la piena maturazione biologica e ormonale rappresenta un prerequisito fondamentale per garantire affidabilità interpretativa ai parametri metabolici e ventilatori. In età evolutiva, infatti, i continui adattamenti fisiologici legati alla crescita rendono questi indicatori meno stabili e meno utili ai fini di una programmazione realmente specifica.
Un aspetto metodologico che considero centrale è l’incrocio dei dati metabolici e ventilatori. L’analisi combinata delle curve di lattato e dei parametri ventilatori consente di aumentare significativamente l’accuratezza nell’individuazione delle soglie funzionali, in particolare:
• la corrispondenza tra LT1 e VT1, per la definizione della soglia aerobica
• la corrispondenza tra LT2 e VT2, per la definizione della soglia anaerobica
L’osservazione congiunta di questi punti di transizione fisiologica permette di validare reciprocamente le soglie individuate, riducendo il rischio di sovra- o sottostima dei reali domini di intensità dell’atleta. A mio avviso, l’assenza di uno dei due set di informazioni (solo lattato o solo ventilazione) non consente di raggiungere lo stesso livello di precisione e specificità nella definizione dei profili di intensità.
L’integrazione tra dati metabolici e ventilatori rappresenta quindi un elemento chiave per fornire un inquadramento fisiologico altamente accurato, sul quale costruire zone di allenamento realmente individualizzate e coerenti con la risposta funzionale dell’atleta.
Per gli atleti under 18, ritengo invece più appropriato ricorrere a un test incrementale più semplificato privo di prelievi di lattato e di analisi dei gas respiratori, basando la valutazione principalmente sull’andamento della frequenza cardiaca e sulla risposta percettiva allo sforzo. Questo approccio consente di monitorare l’evoluzione della capacità aerobica generale senza introdurre procedure invasive in una fase delicata del processo di sviluppo biologico
Test curva potenza–cadenza: analisi neuromuscolare e componenti di forza
Il test della curva potenza–cadenza costituisce uno strumento di grande utilità per l’analisi delle caratteristiche neuromuscolari dell’atleta. Nel mio lavoro lo utilizzo per valutare non solo la capacità di esprimere potenza in funzione della cadenza di pedalata, ma anche per delineare la curva di forza e il profilo di produzione di coppia meccanica.
Attraverso questo protocollo è possibile identificare:
• il range di cadenze in cui l’atleta esprime la massima efficienza meccanica
• la relazione tra forza applicata al pedale e velocità di contrazione muscolare
• i valori di coppia massima sviluppabili
Questi dati risultano particolarmente rilevanti nella progettazione di interventi mirati sullo sviluppo della forza specifica nel ciclismo. In particolare, nel mio centro utilizziamo i valori di coppia per strutturare programmi di torque training, ovvero lavori orientati al miglioramento della capacità di produrre elevati livelli di forza a basse cadenze, con l’obiettivo di incrementare:
• la forza specifica di spinta
• l’efficienza meccanica nelle fasi di alta resistenza esterna
• la capacità di sostenere carichi elevati in salita o in accelerazione da bassa velocità
A mio avviso, l’integrazione tra dati di potenza, cadenza e coppia consente di superare una visione puramente “metabolica” della performance, introducendo una lettura più completa della componente neuromuscolare del gesto ciclistico.
Test di Wingate: valutazione della componente anaerobica
Il test di Wingate rappresenta uno dei protocolli più consolidati per la valutazione della potenza anaerobica e della capacità di sostenere sforzi massimali di breve durata. Nel mio centro lo utilizzo prevalentemente con atleti che presentano esigenze prestative legate a:
• sprint
• rilanci ad alta intensità
• discipline con elevata variabilità di ritmo
Attraverso questo test è possibile quantificare:
• picco di potenza anaerobica
• potenza media su 30 secondi
• indice di affaticamento
Questi parametri forniscono indicazioni operative sulla capacità dell’atleta di produrre e mantenere elevati livelli di potenza in condizioni di forte stress metabolico. Ritengo che il Wingate sia particolarmente utile per caratterizzare il profilo “esplosivo” dell’atleta e per monitorare l’efficacia di interventi mirati allo sviluppo della componente anaerobica.
Dalla valutazione alla programmazione dell’allenamento
Nel mio approccio professionale, la valutazione funzionale non rappresenta un momento isolato, ma una fase integrante del processo di pianificazione dell’allenamento. I dati ottenuti devono essere interpretati in relazione al contesto specifico dell’atleta e tradotti in scelte operative coerenti in termini di carico, intensità e contenuti allenanti.
La qualità della preparazione nel ciclismo moderno dipende sempre più dalla capacità di trasformare la valutazione in decisione operativa. È in questo passaggio che la scienza applicata allo sport diventa realmente performance.










