ALPE D’HUEZ – C’è poca voglia di parlare in gruppo dopo aver tagliato il traguardo dell’Alpe d’Huez. La maggior parte delle squadre stasera dormirà qui in vetta, qualcuna dormirà a valle, a ridosso della partenza di domani. In entrambi i casi, per una volta, c’è la possibilità di tornare in fretta in hotel, senza i lunghi trasferimenti che caratterizzano il Tour de France. L’obiettivo dei corridori è chiaro: assumere la bevanda post-gara, risalire subito in sella e andare in hotel, senza passare per il bus, a fare una bella doccia.
Uno dei pochi corridori che decide di fermarsi a parlare con i media è Antonio Tiberi. Il corridore della Bahrain-Victorious è stato un’ottima spalla per il proprio compagno di squadra Lenny Martinez, che ora è salito in quinta posizione in classifica generale.
La fuga improvvisata e l’intesa con Martinez
Evadere dal gruppo in due fin dalle battute iniziali non era nei piani strategici della mattina, ma la bagarre scatenatasi sulla prima asperità della tappa ha cambiato le carte in tavola: «Oggi l’obiettivo principale era stare vicino a Lenny e aiutarlo il più possibile. Non era previsto di entrare in fuga insieme fin dall’inizio, ma sulla prima salita si è andati veramente fortissimo e ci siamo ritrovati entrambi davanti. A quel punto ci siamo detti: “Siamo qui, vediamo cosa succede e cerchiamo di andare il più lontano possibile”.
Quando abbiamo visto che il gruppo dietro ci concedeva un bel margine, abbiamo capito che poteva essere la giornata giusta. Durante la marcia Lenny mi ha confidato che si sentiva davvero bene, quindi ho cercato di supportarlo al massimo e più a lungo possibile prima dell’Alpe d’Huez».
Lo spauracchio Pogačar: “Quando l’ho visto passare mi sono preoccupato”
Lungo i 21 tornanti dell’Alpe d’Huez, mentre Martinez battagliava in testa alla corsa con Carapaz e Kuss, da dietro si è scatenata la furia di Pogačar. Tiberi ha vissuto in prima persona il momento del sorpasso dello sloveno:
«Considerando il distacco che Pogačar aveva a inizio salita, la sua è stata un’ottima scalata. Quando mi ha sorpassato andava a doppia velocità, saliva veramente fortissimo! In quel momento ero un po’ preoccupato per Lenny, anche perché radio-corsa continuava ad aggiornarci sul margine che Pogačar guadagnava secondo su secondo.
Peccato per la mancata vittoria di tappa, Lenny ci è andato davvero vicino, ma possiamo ritenerci super soddisfatti per la prestazione che abbiamo fatto».
Mossa azzeccata per la classifica e sensazioni personali
Oltre allo spettacolo regalato sul traguardo, l’azione d’attacco promossa da Martinez ha portato dividendi pesantissimi in chiave classifica generale, permettendo al francese di guadagnare preziosi minuti sugli avversari diretti.
Soddisfazione condivisa anche da Tiberi per la propria crescita di condizione nell’ultima settimana: «La presenza di Lenny davanti ha condizionato la fuga ed è stata un’ottima mossa di squadra. È stato bravissimo a cogliere l’attimo e ad approcciare l’ultima salita con un bel margine, guadagnando tanto terreno sui diretti avversari per la generale. Per quanto mi riguarda, questo Tour si sta rivelando davvero faticoso, ma in queste ultime tappe ho sentito finalmente la gamba girare un po’ meglio. Sono felice di aver potuto dare una mano a Lenny nel miglior modo possibile».









