Mathieu van der Poel ha iniziato la sua stagione su strada nel modo più netto possibile: vittoria alla Omloop Het Nieuwsblad, al termine di una finale caotica e piena di episodi. Il campione olandese ha analizzato la sua prova subito dopo il traguardo, visibilmente soddisfatto: «Sono molto felice, e lo è anche la squadra. Questa corsa mancava ancora nel nostro palmarès».
Cosa è accaduto sul Molenberg?
In una giornata segnata da cadute e problemi meccanici per molti corridori, Van der Poel è riuscito a evitare ogni trappola. Quasi tutte, almeno. Sul Molenberg, infatti, ha rischiato seriamente di finire a terra quando Rick Pluimers (Tudor) è caduto proprio davanti a lui.
«Non so nemmeno io come ho fatto a restare in piedi», ha raccontato. «Pluimers è scivolato e non ho potuto evitarlo. Gli sono praticamente passato sopra. Spero che non abbia riportato conseguenze serie. Io ho sganciato un piede dal pedale, ma sono riuscito a rimettermi subito in equilibrio. Dietro deve essere successo il finimondo, perché in cima ci siamo ritrovati con un buco enorme. Quello è stato il momento decisivo della corsa».
Il rispetto per Vermeersch
In quel frangente, Van der Poel era insieme a Florian Vermeersch, uno dei più brillanti della giornata. «Conosco Florian da tempo e ho sempre avuto grande rispetto per lui. Oggi è stato davvero forte, era il motore del gruppo di testa. È uno che corre sempre per vincere, e questo lo apprezzo molto».
Il Muur come trampolino
La selezione definitiva è arrivata sulla Muur di Geraardsbergen. Proprio lì Vermeersch ha avuto un problema di cambiata, mentre Van der Poel ha scelto il momento perfetto per accelerare e staccare gli ultimi rivali.
«Non mi ero accorto della sua sfortuna», ha spiegato. «Ero concentrato solo sulla mia traiettoria, perché i ciottoli erano molto scivolosi. Poi ho sentito mio padre urlare che avevo 15 secondi di vantaggio. È stato importante, perché non sapevo quale fosse il margine. Amo correre sulla Muur: qui ho già vinto belle gare. E oggi il vento a favore nella parte finale ha giocato dalla mia parte».










