Cerimoniale Federciclismo, quando il protocollo si scontra con la realtà

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Una riflessione sorge spontanea dopo aver letto le linee guida inerenti il cerimoniale degli eventi Federciclismo. Nel corso degli ultimi 15 anni, noi di Ultimo Chilometro abbiamo avuto il privilegio di raccontare il ciclismo da una prospettiva unica: quella del microfono. Come speaker ufficiali in eventi che spaziano dal ciclismo giovanile alle gare amatoriali, fino ai palcoscenici del professionismo, il nostro compito non è solo narrare la corsa, ma gestire il delicatissimo momento del cerimoniale e delle premiazioni.

È un momento sacro per lo sport: è lì che si dà forma istituzionale alla fatica degli atleti. Per questo motivo, abbiamo letto con grande interesse le linee guida del “Cerimoniale e Ordine delle Precedenze” della Federazione Ciclistica Italiana. Un documento di buon senso, necessario per dare decoro e uniformità alla nostra immagine federale.

Tuttavia, leggendo il protocollo, emerge un interrogativo che chi vive il “campo” ogni domenica si pone inevitabilmente.

Il “buco” nel protocollo: oltre i confini federali

Il manuale FCI (disponibile cliccando a questo link) è inappuntabile nel definire le gerarchie interne (chi deve sedere dove tra Vice Presidenti, Consiglieri e Presidenti Regionali), ma sembra fermarsi sulla soglia del Palazzo Federale. Nella realtà di una piazza che ospita l’arrivo di una corsa, il palco non è popolato solo da tessere FCI.

Dopo aver letto questo protocollo sul cerimoniale della Federciclismo, infatti, la domanda sorge spontanea: in una premiazione ufficiale, qual è il posto corretto per il sindaco della località che ospita l’evento e che spesso ne ha permesso la realizzazione? E delle altre autorità locali? Dove si colloca il titolare di una possibile azienda Sponsor, ovvero colui che garantisce la sopravvivenza economica della manifestazione? E come dobbiamo comportarci con le autorità locali (Assessori, Prefetti) o i personaggi storici del ciclismo che danno lustro al podio?

Attualmente, il cerimoniale Federciclismo non cita queste figure, quindi regolamenta l’ordine secondo il quale devono essere chiamate le autorità federali, ma non spiega in che ordine debbano essere chiamate le altre autorità. Per esempio: un sindaco deve essere chiamato a parlare prima o dopo il presidente FCI Cordiano Dagnoni? Questo vuoto lascia noi addetti ai lavori – organizzatori e speaker – in una zona d’ombra dove il rischio di commettere gaffe istituzionali è altissimo. Un errore nell’ordine di chiamata o nel posizionamento sul podio può creare tensioni superflue con le amministrazioni locali o con gli investitori privati.

Una domanda al Presidente Cordiano Dagnoni

Sia chiaro: la nostra non è una polemica, ma una richiesta di chiarezza nata dal desiderio di fare bene il nostro lavoro. Il cerimoniale “si nota solo quando manca”, e noi vogliamo che sia perfetto.

Ci rivolgiamo quindi al Presidente Cordiano Dagnoni: in un’ottica di collaborazione sempre più stretta tra Federazione, istituzioni locali e partner privati, come suggerisce la FCI di integrare le autorità “extra-federali” nel cerimoniale ufficiale?

Sarebbe auspicabile l’inserimento di un’appendice che aiuti chi gestisce il microfono a far convivere il giusto rispetto per le cariche elettive FCI con il doveroso onore da tributare alle autorità civili e ai sostenitori economici del nostro sport.

Il ciclismo vive di territorio e di sponsor. Proteggere la loro dignità sul podio, accanto a quella dei nostri dirigenti, significa proteggere il futuro delle nostre corse.

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