L’idea di vedere il Paris Saint‑Germain anche nel ciclismo non è più una fantasia da tifosi o un rumor isolato. È stato lo stesso Victoriano Melero, amministratore delegato del club parigino, a confermare pubblicamente che il progetto è stato preso in considerazione. Non è imminente, ma non è nemmeno un’ipotesi chiusa. E per un club come il PSG, quando una porta resta socchiusa, significa che qualcosa si muove davvero.
L’argomento è esplosivo, perché un eventuale ingresso del PSG nel ciclismo cambierebbe gli equilibri economici e mediatici di tutto il WorldTour. E per ora solo pochissimi media lo hanno riportato, quindi hai un vantaggio enorme nel pubblicarlo subito.
Perché il Paris Saint‑Germain guarda al ciclismo
Il PSG non è solo calcio. Negli ultimi anni il club ha costruito un vero ecosistema sportivo:
- squadra di pallamano
- sezione judo
- team di e‑sports
- progetti giovanili multisport
Il filo conduttore è chiaro: espandere il brand PSG oltre il calcio, trasformandolo in un marchio globale, trasversale e riconoscibile in più discipline.
Il ciclismo, da questo punto di vista, è un’occasione unica:
- visibilità planetaria grazie al Tour de France
- crescita costante del pubblico internazionale
- forte presenza mediatica nei paesi arabi
- possibilità di costruire un team “nazionale” francese di alto livello
E soprattutto: il PSG è di proprietà del Qatar, paese che negli ultimi anni ha investito massicciamente nel ciclismo, come dimostrano:
- UAE Team Emirates XRG
- Bahrain‑Victorious
Il terreno culturale ed economico è quindi già pronto.
Le parole dell’AD Melero: “Siamo stati contattati”
Durante il podcast Pause dell’imprenditore francese Alexandre Mars, Melero ha confermato:
“Siamo stati contattati per il ciclismo. Per il momento non abbiamo dato seguito alla proposta. Pensavo fosse un’ottima opportunità di visibilità, grazie al Tour de France, ma no, non siamo andati avanti.”
Una frase che contiene tre elementi chiave:
1. Il contatto c’è stato
Non è un’idea astratta: qualcuno ha proposto al PSG di entrare nel ciclismo.
2. Il club ha valutato seriamente
Melero parla di “ottima opportunità di visibilità”. Questo significa che il dossier è stato analizzato.
3. Il no non è definitivo
“Per il momento” è un’espressione che lascia aperta la porta. E nel mondo PSG, quando una porta resta aperta, spesso si torna a bussare.
Perché il PSG potrebbe davvero entrare nel ciclismo nei prossimi anni
Ci sono almeno quattro motivi concreti.
1. Il Tour de France è un palcoscenico globale
Il PSG è un brand internazionale. Il Tour è uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. L’unione dei due sarebbe perfetta per marketing e visibilità.
2. Il Qatar vuole espandere la sua presenza nel ciclismo
Dopo UAE e Bahrain, un team “PSG Cycling” sarebbe un tassello naturale nella strategia sportiva del Golfo.
3. La Francia ha bisogno di un super‑team
Il ciclismo francese non ha una squadra dominante. Un progetto PSG potrebbe diventare il riferimento nazionale.
4. Il modello multisport del PSG è già consolidato
Il club ha dimostrato di saper gestire progetti in discipline diverse. Il ciclismo sarebbe una nuova vetrina, non un salto nel buio.
Come potrebbe essere un team PSG Cycling
Un eventuale progetto potrebbe seguire due strade:
A) Acquisizione di una squadra esistente
La via più semplice e veloce. Possibili target: team francesi con licenza WorldTour o ProTeam.
B) Creazione di una squadra da zero
Più complesso, ma più coerente con la filosofia PSG. Richiederebbe:
- budget da 20–25 milioni annui
- staff tecnico di alto livello
- partnership con marchi francesi
- un roster misto tra talenti francesi e star internazionali










