Tour of the Alps 2026, impresa di Lennart Jasch: fuga da lontano e vittoria a Trento

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La quarta tappa del Tour of the Alps 2026 regala una delle storie più belle di questa edizione: Lennart Jasch, giovane tedesco della Tudor Pro Cycling, convocato eccezionalmente dalla formazione U23, ha conquistato in solitaria il traguardo di Trento dopo una lunga fuga. Un successo dal sapore romantico, costruito con coraggio, intelligenza e una gestione perfetta degli ultimi chilometri.

Alle sue spalle, a 10 secondi, si è piazzato un brillante Matteo Sobrero (Lidl‑Trek), mentre Federico Iacomoni (Team UKYO) ha chiuso terzo dopo aver tentato l’inseguimento nel finale. Il gruppo dei big è arrivato con 20 secondi di ritardo, regolato da Florian Stork (Tudor Pro Cycling).

Classifica generale: Pellizzari ancora leader

La tappa non ha modificato gli equilibri al vertice:

  • Giulio Pellizzari (Red Bull–BORA‑hansgrohe) conserva la maglia di leader
  • Thymen Arensman ed Egan Bernal (INEOS Grenadiers) restano a 4″

La frazione conclusiva di domani, con arrivo a Bolzano, sarà l’ultima occasione per ribaltare la classifica.

Il racconto della tappa

Partenza a tutta e gruppo spezzato

La giornata si apre con un ritmo altissimo: continui scatti frammentano il gruppo in due tronconi. Nel secondo rimane anche il leader Pellizzari, costringendo la Red Bull‑BORA‑hansgrohe a un inseguimento immediato sulle prime rampe del Passo Bordala.

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Dopo alcuni chilometri, il gruppo si ricompatta, ma la corsa è già esplosa.

Prime fughe e selezione naturale

Dal gruppo di testa si muovono nove corridori, tra cui:

  • Lennart Jasch (Tudor)
  • Embret Svestad‑Bårdseng (INEOS)
  • Rainer Kepplinger (Bahrain Victorious)
  • Sean Quinn (EF Education‑EasyPost)
  • Ben Zwiehoff (Red Bull‑BORA‑hansgrohe)
  • Christopher Juul‑Jensen (Jayco AlUla)
  • Walter Calzoni (Pinarello‑Q36.5)
  • Simone Raccani e Nicolò Garibbo (Team UKYO)

Il tentativo viene ripreso, ma poco dopo parte una nuova azione a cinque: Jasch, Kepplinger, Quinn, Juul‑Jensen e Raccani. Questa volta il gruppo lascia spazio: il vantaggio supera i 2’30” nella discesa successiva.

Quinn prende la maglia degli scalatori, Jasch prepara il colpo

Sul Passo Redebus, Quinn passa per primo e si assicura la maglia dei GPM. Il gruppo concede fino a 3’40”, poi inizia a recuperare.

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Sulla salita verso Brussago, Jasch resta da solo con Juul‑Jensen, mentre Quinn perde contatto. Il tedesco capisce che è troppo presto per un’azione solitaria e aspetta i primi inseguitori.

Jasch attacca di nuovo: stavolta è quella buona

A 25 km dall’arrivo, sulla salita di Sant’Agnese, Jasch cambia ritmo e resta definitivamente da solo. Dietro, Juan Felipe Rodriguez (EF) prova a riportarsi sotto, rientra su Juul‑Jensen, Kepplinger e Raccani, ma non riesce a chiudere il gap.

Il gruppo, tirato quasi interamente da Walter Calzoni, riduce il distacco a meno di un minuto.

Finale incandescente: Sobrero e Iacomoni ci provano, ma il tedesco resiste

Negli ultimi chilometri si muovono i big:

  • Pidcock forza
  • Pellizzari risponde
  • Bernal e Omrzel seguono
  • Vlasov rilancia

Poi parte Ben O’Connor, chiuso da Arensman. L’azione buona sembra quella di Rudy Porter, seguito da Sobrero e Iacomoni. I tre guadagnano qualche secondo, ma un errore di Porter in una rotonda spezza il ritmo.

Sobrero e Iacomoni insistono e arrivano fino a 10 secondi da Jasch, ma il tedesco non cede: entra nel rettilineo finale con ancora margine e conquista il suo primo successo tra i professionisti.

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