Dylan Groenewegen ha sfiorato il successo nella terza tappa del Giro d’Italia 2026, chiudendo al terzo posto dietro Paul Magnier e Jonathan Milan. Una volata combattuta fino all’ultimo centimetro, decisa solo dalla fotofinish. “Ho capito subito di non aver vinto”, ha ammesso il velocista olandese della Unibet Rose Rockets, deluso per un’occasione che sentiva alla sua portata.
“Avevo la velocità, ma ho lanciato lo sprint troppo tardi”
Groenewegen ha analizzato con lucidità il finale: “Avevo la velocità, ma sono partito tardi. Ho lanciato lo sprint ai 300 metri, dovevo muovermi prima. Il team ha fatto un lavoro perfetto, molto meglio rispetto alla prima tappa. La colpa è mia: avevo le gambe, ma ho sbagliato il timing.”
Il rammarico è evidente, soprattutto perché la sua rimonta negli ultimi metri aveva fatto pensare a un possibile colpo di reni vincente.
La caduta della prima tappa non è un alibi
Il corridore olandese era caduto nella tappa inaugurale, riportando una lussazione alla spalla. Ma Groenewegen non vuole attenuanti: “Non sono contento. Siamo qui per vincere. La caduta fa parte del ciclismo, non può essere una scusa.”
Mentre parlava ai microfoni di Eurosport, alle sue spalle si sentivano le urla di gioia della Soudal‑Quick Step, squadra del vincitore Magnier. “Hai sentito? Ecco cosa voglio per il mio team. Oggi non è successo, ma la prossima volta sì.”
Un terzo posto che lascia comunque segnali incoraggianti
Nonostante la delusione, Groenewegen chiude con una nota positiva: “È stato almeno incoraggiante. Le sensazioni sono buone e la squadra c’è. Continuiamo così.”
Il Giro è ancora lungo e il velocista olandese ha già dimostrato di avere la gamba per tornare presto a lottare per la vittoria.










