Il ciclismo sa essere uno sport spietato e in casa Team Visma | Lease a Bike il colpo incassato sulle strade che portavano al Plateau de Solaison รจ di quelli che lasciano il segno. Il ritiro forzato di Jonas Vingegaard, scivolato a 20 chilometri dal traguardo della quindicesima tappa proprio mentre la squadra guidava le operazioni, ha fatto calare il gelo all’interno del sodalizio olandese.
Il direttore sportivo Marc Reef si รจ presentato ai microfoni visibilmente scosso, descrivendo il dramma vissuto in ammiraglia e ribadendo come la squadra fosse convinta di poter ancora ribaltare il Tour de France.
“Jonas stava benissimo, una caduta fulminea”
Reef ha provato a ricostruire quei concitati secondi in cui le telecamere hanno inquadrato la maglia bianca e nera del due volte vincitore del Tour immobile sul ciglio della strada:
“Dall’ammiraglia non abbiamo capito subito con precisione cosa fosse successo. In un attimo sono finiti a terra. ร stato perรฒ evidente che Jonas avesse moltissimo dolore e che non fosse assolutamente in grado di ripartire. Poco dopo รจ salito in ambulanza. ร una doccia fredda incredibile per tutti noi, avevamo lavorato duramente per mesi in funzione di questo obiettivo”.
Sollecitato sull’ipotesi sollevata da Tadej Pogaฤar, secondo cui la caduta di Vingegaard potrebbe essere legata alla mancanza di luciditร dovuta al controllo antidoping delle 2 del mattino, Reef ha preferito non alimentare polemiche:
“In quel momento si viaggiava a velocitร altissime, dovevamo spingere se volevamo andare a riprendere la fuga. Sapevamo che quella curva fosse pericolosa, ma una caduta fa parte delle dinamiche di gara e puรฒ sempre capitare. C’erano diversi corridori a terra in quel punto e Jonas purtroppo era uno di loro”.
Il piano perfetto e la fede nella rimonta
Il rammarico piรน grande espresso dal tecnico della Visma riguarda l’eccellente situazione tattica in cui si trovava la squadra proprio un attimo prima dell’incidente, con la prospettiva di sferrare un attacco totale sui restanti tapponi alpini:
“Questo Tour era il nostro grande traguardo dell’anno. Eravamo ancora pienamente in corsa, il nostro piano stava funzionando alla perfezione e anche tatticamente eravamo messi benissimo in quella fase. Avevamo inserito nella fuga sia Victor Campenaerts che Bruno Armirail, che erano riusciti a scollinare davanti. Jonas si sentiva davvero molto bene, era nella sua forma migliore, e Sepp Kuss era pronto a fare il diavolo a quattro sulla salita finale. ร terribile che sia finita cosรฌ”.
Nonostante il pesante passivo di 4’30” che separava Vingegaard dalla maglia gialla prima della tappa, Reef confessa che la squadra non aveva ancora alzato bandiera bianca: “Jonas aveva sensazioni super. Avevamo puntato tutto sulle prossime tappe alpine; nonostante il grande distacco in classifica, continuavamo a credere fermamente nelle possibilitร di Jonas. Per questo volevamo continuare a trasmettere fiducia all’esterno e abbiamo preso in mano la corsa. Adesso รจ troppo presto per pensare a come cambierร il nostro Tour o alle occasioni per gli altri ragazzi. Lasciamo prima metabolizzare questa durissima giornata a tutta la squadra, poi guarderemo avanti”.









