A pochi giorni dal doloroso ritiro che lo ha costretto a rinunciare al Giro d’Italia, Andrea Vendrame torna a parlare. Il veneto del Team Jayco AlUla ha voluto rompere il silenzio per raccontare i drammatici momenti della maxicaduta in cui รจ rimasto coinvolto durante le frazioni disputate in Bulgaria, lanciando al contempo un durissimo e accorato appello sulla sicurezza nel ciclismo professionistico.
Il racconto del dramma: ยซSembrava saponeยป
Le parole di Vendrame ripercorrono con estrema luciditร quei concitati momenti a circa 30 chilometri dal traguardo, quando l’asfalto viscido ha tradito gran parte del plotone, coinvolgendo anche big del calibro di Adam Yates e Santiago Buitrago: ยซIl bagnato combinato con le condizioni del manto stradale ha reso la carreggiata un’autentica trappolaยป, spiega il ciclista veneto.
ยซIn discesa andavamo a 70 km/h. Davanti a me sono scivolati in quattro. Ho frenato, ma la bici se n’รจ andata ed รจ arrivato l’impatto. Piรน che asfalto sembrava sapone.ยป
Nonostante il trauma e una vertebra incrinata, Vendrame era riuscito inizialmente a stringere i denti e a portare a termine la tappa, prima che gli accertamenti del mattino successivo spegnessero ogni speranza di proseguire la Corsa Rosa.
Il verdetto dei medici: un mese di stop
La diagnosi emersa dagli esami clinici รจ severa: frattura amielica della vertebra lombare. Per il corridore si prospetta ora un percorso di recupero obbligato e prudente:
- Busto rigido da portare tassativamente per 4 settimane.
- Stop assoluto per un mese, al termine del quale verrร eseguita una nuova TAC di controllo per verificare la corretta calcificazione ossea.
- Prognosi di 30 giorni complessivi prima di poter pianificare il ritorno in sella.
- Si prospetta uno stop di 4 mesi.
L’appello: ยซNel 2026 serve una svolta tecnologicaยป
Il ritorno a parlare di Vendrame non รจ perรฒ solo uno sfogo per un grande obiettivo sfumato โ l’atleta arrivava al Giro in una condizione smagliante, forte dell’11ยฐ posto alla Tirreno-Adriatico e del podio alla Vuelta Valenciana โ, ma vuole essere un monito per il futuro di tutto il movimento.
Il ciclista punta il dito contro le scarse tutele riservate ai corridori e chiede a gran voce un’evoluzione dei materiali protettivi: ยซSiamo nel 2026, ma si corre ancora con la maglietta di poliestere sulla pelle. ร ora di studiare un airbag per la nostra protezione, proprio come si fa nella MotoGPยป. Un messaggio chiaro e diretto, affinchรฉ la sicurezza non sia piรน un optional sacrificato sull’asfalto.










