Una frazione monumentale, feroce e bellissima. La diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2026 (Feltre – Piani di Pezzè, 151 km) ha confermato le attese della vigilia, regalando una lunghissima battaglia tra i big della classifica e gli attaccanti della prima ora sulle vette leggendarie del Passo del Duran, Forcella Coi, Staulanza e sul Passo Giau, l’altissima Cima Coppi di questa edizione.
A trionfare sul durissimo traguardo in salita di Pian di Pezzè è stato uno straordinario Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike). Lo scalatore statunitense, inseritosi nella fuga di giornata, ha piazzato la stoccata vincente nel finale, resistendo al ritorno degli inseguitori e centrando un risultato storico: con questo successo, l’americano entra nel club esclusivo dei corridori capaci di vincere almeno una tappa in tutti e tre i Grandi Giri.
Jonas Vingegaard in pieno controllo
Alle sue spalle si è scatenata la bagarre per la classifica generale, infiammata dall’azione di un super Derek Gee (Israel – Premier Tech), secondo all’arrivo e per lungo tempo sul podio virtuale della corsa. Se Jonas Vingegaard e Felix Gall hanno controllato la situazione chiudendo insieme subito dietro i primi, la salita finale ha emesso un verdetto pesantissimo per il terzo gradino del podio: Thymen Arensman (INEOS Grenadiers) è andato in crisi, perdendo oltre un minuto da un pimpante Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe). L’australiano compie così il sorpasso e si riprende la terza posizione nella classifica generale.
Da segnalare nelle prime battute di gara il clamoroso ritiro di Jhonatan Narváez: l’ecuadoriano si è fermato per un malessere, spianando definitivamente la strada a Paul Magnier per la conquista della Maglia Ciclamino.
Ciccone, il cuore non basta: è Maglia Azzurra
Nonostante i tentativi e i sogni della vigilia, non riesce ad arrivare la tanto inseguita vittoria di tappa al Giro d’Italia per Giulio Ciccone. Il corridore abruzzese della Lidl-Trek è stato il re incontrastato e il cuore pulsante della corsa, rimanendo in fuga per tutto il giorno e infiammando i tifosi italiani.
Nel finale, dopo aver scollinato in testa sul Passo Giau, l’azzurro ha cercato l’impresa della vita provando ad andare via da solo lungo la discesa del Passo Falzarego. Una sfuriata d’orgoglio che lo ha portato all’imbocco della salita finale con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori, prima che le pendenze durissime di Pian di Pezzè gli presentassero il conto, costringendolo a subire il ritorno di Kuss e Gee e a chiudere comunque con un favoloso terzo posto di tappa.
Nonostante la delusione per il successo parziale sfumato, Ciccone può comunque sorridere e guardare al futuro immediato con enorme orgoglio: avendo vinto tutti i GPM di giornata tranne quello del Falzarego (dove è stato beffato da Einer Rubio, scatenando anche un momento di forte frustrazione) e l’arrivo in salita, l’italiano balza ufficialmente al comando e può ora vantare la leadership nella classifica dei Gran Premi della Montagna. La Maglia Azzurra è sua.
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