Jonas Vingegaard, relax dopo il Giro: “Quattro giorni di vacanza a Roma, poi testa al Tour”

Denmark’s Jonas Vingegaard Hansen of Team Visma | Lease A Bike (Pink jersey) winner of the race on the podium with the trophy (trofeo senza fine) during Stage 21 of the Giro d’Italia from Rome to Rome, Italy. Monday May 31, 2026 (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)
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ROMA – Un trionfo che va oltre il successo sportivo e sconfina nella storia. Jonas Vingegaard incontra i giornalisti nella conferenza stampa finale a Roma con la Maglia Rosa ben salda sulle spalle e il Trofeo Senza Fine tra le mani. Il capitano della Visma | Lease a Bike, visibilmente emozionato per la presenza della moglie e dei figli al traguardo, ha analizzato la portata del suo successo: l’ingresso nell’esclusivo club degli otto corridori capaci di conquistare tutti e tre i Grandi Giri in carriera.

Il danese ha risposto alle domande dei cronisti toccando i temi della famiglia, del dualismo con Pogačar, dei dettagli della preparazione e persino di una telefonata molto speciale ricevuta subito dopo il traguardo.

Jonas Vingegaard accanto ai miti del ciclismo

Diventare l’ottavo uomo a completare la tripla corona insieme a giganti come Merckx, Hinault, Gimondi, Anquetil, Contador, Nibali e Froome è un traguardo che quasi spaventa il campione danese:

“È qualcosa di ancora più speciale di quanto avessi mai osato sognare. Faccio ancora fatica a rendermi conto di quello che è appena successo e di aver vinto tutti e tre i Grandi Giri. Vedere il mio nome accostato a quei sette mostri sacri… come dire, parliamo dei più grandi della storia del ciclismo. In un certo senso, io non riesco ancora a vedermi in quel modo, non mi considero alla loro altezza”.

La centralità della famiglia e le lacrime sul traguardo

A differenza di altri campioni che ammettono di dover sacrificare il proprio ruolo di genitori durante i mesi di massimo sforzo, Vingegaard rivendica la possibilità di essere un atleta di punta e un padre presente:

La mia famiglia è tutto per me. Non saprei davvero cosa fare senza di loro, ad essere onesti. Mi supportano in ogni singola cosa che faccio, mi aiutano ogni giorno e mi danno la motivazione per fare tutto questo. Ecco perché quando li ho visti subito dopo il traguardo è stato così emozionante. Quando sono a casa voglio essere un buon padre, gioco con i miei figli e mi godo ogni momento. Penso di poter conciliare le due cose: posso allenarmi duramente, mangiare nel modo corretto e mantenere comunque del tempo di qualità con la mia famiglia”.

Il no ai festeggiamenti in patria: obiettivo Tour de France

Chi si aspettava una parata trionfale a Copenaghen simile a quelle viste dopo i trionfi al Tour rimarrà deluso. Vingegaard ha le idee chiarissime sui prossimi passi e la doppietta è un obiettivo troppo grande per concedersi distrazioni:

“Quest’anno abbiamo deciso che non faremo festeggiamenti ufficiali in Danimarca. Devo restare concentrato sul Tour de France. Adesso passerò un paio di giorni a Roma con la mia famiglia per rilassarmi e mangiare del buon cibo, cosa che in Italia non manca mai. Poi inizierà immediatamente il lavoro verso la Grande Boucle. Abbiamo preso la decisione di fare la doppietta Giro-Tour già a novembre dello scorso anno e ho creduto in questo piano fin dal primo momento”.

Il recupero dopo tre settimane: Il Giro mi darà un vantaggio

Nessuna paura della stanchezza in vista di luglio. Vingegaard spiega la sua filosofia sul recupero dopo un blocco di tre settimane corso ad alta intensità:

“È difficile fare previsioni, ma conosco molto bene il mio corpo e so come reagisce alle fatiche di un Grande Giro. Tutto dipende da come ne esci: se finisci la corsa completamente in ginocchio, allora fare il secondo Grande Giro diventa una pessima idea. Ma se ti senti abbastanza bene, e io al momento sento di esserlo, credo che le tre settimane del Giro si trasformeranno in un beneficio e in un vantaggio di ritmo per il Tour de France”.

La telefonata del Re e l’amore per l’Italia

Tra i tanti messaggi ricevuti, ne spicca uno arrivato direttamente dalla casa reale danese, oltre a un bilancio sul suo rapporto con le strade italiane:

“Sì, ho avuto l’onore di ricevere le congratulazioni del Re di Danimarca subito dopo la tappa. Per me è un orgoglio enorme poter parlare con il mio Re, è stata una grandissima esperienza. Per quanto riguarda l’Italia, c’ero già stato in vacanza e la adoro. Questo Giro è stato un viaggio di scoperta, ho visto quanto sia bello questo Paese in ogni sua sfaccettatura. Ci sono un sacco di posti in cui vorrei tornare con calma, l’accoglienza della gente è stata fantastica e ho apprezzato ogni singolo complimento. Ci tornerò sicuramente per le vacanze”.

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