Giro di Slovenia 2026, dominio totale Red Bull-Bora-hansgrohe! Doppietta Pithie-Marit, splendido Zambanini terzo

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Il Giro di Slovenia 2026 si apre nel segno di un dominio assoluto e schiacciante. Sul traguardo di Rogaška Slatina, la Red Bull-Bora-hansgrohe dà spettacolo e firma una clamorosa doppietta nella prima tappa, portando al successo il neozelandese Laurence Pithie davanti al compagno di squadra Arne Marit.

Una prova di forza collettiva spaventosa per il team tedesco, che ha controllato la corsa dall’inizio alla fine, finalizzando il lavoro con un treno perfetto negli ultimi metri. C’è tanta Italia, però, subito dietro i due dominatori: un ottimo Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) artiglia la terza piazza del podio, precedendo un pimpante Stefano Oldani (Caja Rural-Seguros RGA), quarto. Nella top 10 trova spazio anche il giovane Lorenzo Masciarelli (MBH Bank Colpack Ballan), a conferma di un’ottima spedizione azzurra.

Il racconto della corsa: Red Bull padrona assoluta

La frazione inaugurale si accende subito dopo il via con l’azione di quattro attaccanti: Diego Uriarte Belzunegi (Equipo Kern Pharma), Axel van der Tuuk (Euskaltel-Euskadi), Sam Brand (Team Novo Nordisk) e Tomáš PÅ™idal (Team United Shipping). Il quartetto guadagna rapidamente un vantaggio massimo di 3’28”, ma dietro la Red Bull-Bora-hansgrohe si mette subito a dettare il ritmo, congelando il distacco intorno ai due minuti per gran parte del percorso.

La corsa si infiamma a 40 chilometri dalla conclusione sulle pendenze dell’unica salita di giornata, il JeÅ¡ovec pri Å marju. Qui il ritmo impresso in testa al plotone fa perdere contatto a diversi velocisti puri. Davanti, Uriarte e Van der Tuuk provano a resistere da soli, ma il treno del gruppo è ormai lanciato a forte velocità e il ricongiungimento generale avviene inevitabilmente a 25 chilometri dall’arrivo, poco prima del primo passaggio sulla linea del traguardo.

Il treno azzurro lancia la volata perfetta

Negli ultimi chilometri è un vero e proprio monologo teutonico. A prendere in mano le redini del gruppo super selezionato sono i passisti italiani della Red Bull-Bora-hansgrohe: un monumentale Mattia Cattaneo e il giovane talento Giulio Pellizzari si mettono in testa a tirare a medie folli, blindando la corsa e impedendo qualsiasi tentativo di contropiede.

Ai -300 metri scatta la trappola perfetta: Arne Marit parte con una progressione devastante portandosi a ruota Laurence Pithie. Il forcing dei due è così violento da fare letteralmente il vuoto e tagliar fuori tutti gli avversari. Negli ultimi metri Marit si sposta, lasciando campo libero a Laurence Pithie, che taglia il traguardo a braccia alzate e conquista così anche la prima maglia di leader della classifica generale.

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