Terremoto Pogacar a Sondrio: 70 km di fuga solitaria, sua la prima tappa del Giro di Svizzera 2026

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Definirlo un debutto da sogno sarebbe riduttivo. Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) ha letteralmente disintegrato il Giro di Svizzera 2026 fin dalla prima tappa, firmando un’impresa d’altri tempi sul traguardo italiano di Sondrio. Il campione del mondo, all’esordio assoluto nella corsa elvetica, ha fatto saltare completamente il banco attaccando a ben 70 chilometri dalla conclusione, infliggendo distacchi biblici a tutti i diretti rivali per la classifica generale.

Un vero e proprio sbarco alieno in Valtellina che trasforma la prima frazione in un clamoroso e spietato slagveld (un bagno di sangue sportivo) per il resto del gruppo.

La cronaca: la spallata iridata che distrugge la corsa

La tappa da e verso Sondrio (144 km) prometteva scintille nel finale, ma lo sloveno ha deciso di anticipare i tempi in modo folle. All’inizio della corsa si era formata una timida fuga a due con il belga Cédric Beullens (Lotto-Dstny) e il norvegese Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility). Dietro, la Alpecin-Deceuninck si era messa a tirare per tenere sotto controllo lo svantaggio in favore di Mathieu van der Poel, ma ai -70 km dal traguardo è scoppiata la bomba.

Pogačar ha piazzato un’accelerazione devastante direttamente dal gruppo principale. In un amen, la maglia iridata ha saltato Beullens e si è riportata su Dversnes, per poi staccare anche lui senza la minima esitazione. Dietro si è formato un primo drappello di inseguitori d’altissimo livello con Primož Roglič, Richard Carapaz, Matthew Riccitello, Mathias Vacek, Andrea Bagioli, Paul Double e Brandon McNulty, ma l’accordo è mancato subito.

Crollo Van der Poel, Carapaz ci prova ma affonda sotto i minuti

E Mathieu Van der Poel? Il grande rivale di giornata è rimasto completamente piantato sulla prima vera fiammata del fenomeno sloveno. Il neerlandese, rimasto nel secondo troncone del plotone, ha capito subito che la corsa era ormai andata via e ha virtualmente alzato bandiera bianca, scivolando a distacchi pesantissimi.

Nel frattempo, l’azione solitaria di Pogačar sulla salita di Triangia si è trasformata in una cronometro individuale d’alta scuola. Al GPM il suo vantaggio era già di un minuto su un gruppetto in cui erano rientrati anche Wilco Kelderman e Tiesj Benoot. L’unico a tentare una reazione d’orgoglio è stato l’ecuadoriano Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che si è lanciato al contrattacco solitario. Una mossa coraggiosa ma inutile: a 35 chilometri dalla conclusione, Carapaz accusava già due minuti di ritardo, mentre il gruppo con Roglič naufragava a oltre tre minuti.

Il finale sui muri di Ponte in Valtellina e Moia è stato una pura e trionfale passerella per lo sloveno. Senza mostrare il minimo segno di cedimento, Pogačar ha continuato a guadagnare terreno su tutti i “comuni mortali”, arrivando a Sondrio in totale solitudine per festeggiare a braccia alzate un’impresa leggendaria. Il Giro di Svizzera 2026, dopo soli 144 chilometri, ha già il suo padrone assoluto.

Giro di Svizzera Women 2026: favola Femke de Vries, la prima tappa è sua! Longo Borghini in top 10

Non solo i grandi uomini: la storica partenza dall’Italia del Giro di Svizzera regala spettacolo ed emozioni forti anche nella prima tappa della rassegna femminile. La frazione inaugurale ha premiato il coraggio delle attaccanti, celebrando la bellissima favola di Femke de Vries (Visma | Lease a Bike). La giovane neerlandese è riuscita a resistere per un soffio al ritorno furioso delle grandi favorite, battendo nello sprint a due la compagna d’avventura Lauren Dickson (FDJ United – SUEZ) e conquistando così, in un solo colpo, la sua prima spettacolare vittoria tra le professioniste e la maglia di leader della classifica generale.

Subito dietro le due fuggitive, il finale è stato ad altissima tensione tattica. A completare il podio ci ha pensato la francese Cédrine Kerbaol (EF Education – Oatly), bravissima ad anticipare i tempi con un contropiede perfetto che le ha permesso di chiudere terza con 9 secondi di vantaggio sul drappello delle migliori. La volata del gruppo delle favorite è stata invece vinta da Kim Le Court-Pienaar (AG Insurance – Soudal), quarta, mentre in casa Italia si registra l’ottimo piazzamento di Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ), che chiude la prima giornata in terra italiana con un solido settimo posto.

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