Il ciclismo italiano vive un sabato da impazzire. Dopo le magie giovanili al Giro Next Gen, arriva un’autentica perla internazionale tra i professionisti: Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike) firma un capolavoro leggendario nella terza e ultima tappa della Route d’Occitanie 2026. Il ventitreenne valtellinese ha letteralmente sventrato la corsa, staccando tutti in salita sul terribile Col de Val Louron-Azet e involandosi in un assolo solitario di ben 36 chilometri.
Sul traguardo di Loudenvielle il trionfo è totale: Piganzoli è arrivato a braccia alzate con un margine immenso di 1’43” sui primi inseguitori, lo spagnolo Ibon Ruiz (Equipo Kern Pharma) e l’esperto Ion Izagirre (Cofidis). Per il talento azzurro si tratta della terza vittoria in carriera, che diventa immediatamente la quarta visto che la clamorosa azione odierna gli permette di ribaltare e conquistare la classifica generale finale.
Il racconto: la Visma mette il turbo e Piganzoli accende i motori
La frazione conclusiva in terra francese è stata scoppiettante fin dal via. Dopo una prima ora di scatti e controscatti a medie altissime, otto corridori (tra cui Retailleau e Donnenwirth) sono riusciti a prendere il largo accumulando un vantaggio massimo di 2’35”. Lungo le pendenze della Hourquette d’Ancizan, però, il plotone guidato dagli uomini della Visma | Lease a Bike ha cambiato marcia, andando a riassorbire tutti i fuggitivi a 61 chilometri dalla conclusione.
Il gruppo dei migliori, ridotto a una sessantina di unità, si è presentato compatto ai piedi del Col de Val Louron-Azet. È qui che Davide Piganzoli ha deciso di riscrivere la storia della corsa: con uno scatto secco e devastante a poco più di 36 chilometri dall’arrivo, il valtellinese ha piantato in asso la concorrenza, scollinando in vetta con un minuto di vantaggio sul terzetto composto da Nerurkar, Izagirre e Carr.
Inseguimento inutile: il valtellinese vola verso il trionfo
Lungo la successiva discesa e nei chilometri di pianura, alle spalle dell’azzurro si è formato un drappello di undici inseguitori. Nonostante la superiorità numerica della Cofidis, che ha provato a organizzare un inseguimento pancia a terra, Piganzoli ha continuato a guadagnare terreno con una flemma e un’efficacia da passista navigato.
Sulla Côte d’Estarvielle, Ion Izagirre e Ibon Ruiz hanno tentato il tutto per tutto sganciandosi dal gruppetto, ma il divario dal battistrada è rimasto siderale. Nell’unico giro del circuito finale, Piganzoli ha persino incrementato il suo vantaggio, regalandosi una passerella trionfale sul rettilineo d’arrivo di Loudenvielle. Ruiz ha poi regolato Izagirre per la seconda piazza a 1’43”. In classifica generale, l’italiano iscrive il proprio nome nell’albo d’oro precedendo lo stesso Ruiz di 1’51” e Izagirre di 1’52”. Un trionfo regale.









