Il digiuno è finito e il re del ciclismo d’alta quota è tornato a ruggire. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling) conquista con una prova di forza magistrale la Andorra MoraBanc Clàssica 2026. Assistito da una prestazione difensiva e tattica celestiale del compagno di squadra Chris Harper, il fuoriclasse britannico ha gestito con il piglio del veterano la durissima ascesa finale verso il Coll de la Botella, fulminando tutti nelle ultime centinaia di metri.
Pidcock ha risposto da campione puro alla stoccata secca dello spagnolo Carlos Verona (Lidl-Trek) – tra l’altro uno degli organizzatori di questa selettiva corsa pirenaica –, saltandogli sulla ruota per poi batterlo per distacco di 2″. Il podio di giornata viene completato dallo statunitense Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike), arrivato a 10″ e capace di anticipare di un soffio il monumentale Harper e Ben Tulett.
Il racconto: bagarre sul Port d’Envalira, poi lo sterrato fa esplodere la corsa
La corsa è partita subito con le pendenze sotto le ruote. Lungo il mitico Port d’Envalira si è sganciata una fuga massiccia di 15 corridori, tra cui Cepeda, Moniquet e Bizkarra, capaci di accumulare un vantaggio massimo di due minuti sul plotone guidato da Pinarello Q36.5, Visma e Caja Rural.
Sulla salita di Pardines, la fuga è letteralmente implosa. Davanti sono rimasti solo in quattro, ma il tratto di sterrato subito dopo lo scollinamento ha rimescolato completamente le carte, risucchiando gran parte degli attaccanti. Ai -25 km dal traguardo è stato il francese Julien Bernard (Lidl-Trek) ad accendere la miccia con un contrattacco solitario che lo ha portato ad approcciare la salita finale con 50″ di margine sul gruppo dei migliori.
La mossa Pinarello Q36.5: la legge di Harper e il sigillo di Pidcock
Lungo le rampe del Coll de la Botella, la Pinarello Q36.5 ha svelato i propri piani bellici. Prima Damien Howson e poi un clamoroso Chris Harper hanno imposto un ritmo asfissiante che ha mietuto vittime illustri, a partire da Einer Rubio e Tao Geoghegan Hart. Il forcing dell’australiano è stato così devastante da ridurre il drappello a soli sei uomini: insieme ad Harper e Pidcock sono rimasti solo Verona, Carr, Kuss e Tulett, che ai -5 km hanno riassorbito un generoso Bernard.
A 2.800 metri dalla linea d’arrivo, l’aquila di Durango Sepp Kuss ha provato lo scatto secco prendendo una manciata di secondi. È qui che è salita in cattedra la freddezza della Pinarello: Harper ha scalato del suo passo, ha ripreso lo statunitense, si è staccato per un attimo e poi, con le ultime energie rimaste, si è rimesso pancia a terra per riportare Pidcock e Verona sulla ruota di Kuss a 800 metri dal traguardo.
Ai -300 metri Carlos Verona ha provato la sparata della vita giocando in casa, ma Pidcock era sintonizzato sulla frequenza dei giorni migliori: il britannico ha stoppato l’azione dello spagnolo e lo ha violentemente saltato in contropiede, andando a prendersi un successo d’autore a braccia alzate.









