Olav Kooij, prima volata e prima vittoria al Tour: “Sono qui per queste giornate”

Ultimo Chilometro
Abbonati a Ultimo Chilometro
Sostieni il progetto, accedi ai contenuti premium e vivi il ciclismo con una marcia in più.
Scopri i vantaggi

A Pau, nel caos di una volata che ha distrutto treni, certezze e gerarchie, Olav Kooij ha trovato la sua strada. Il giovane olandese della Decathlon CMA CGM Team ha vinto la sua prima tappa al Tour de France alla prima occasione utile, con una lucidità che non appartiene ai debuttanti ma ai velocisti che sanno riconoscere il momento giusto.

Per queste giornate sono al Tour. E conquistare subito la vittoria… è enorme”, ha detto con un sorriso che tradiva più sollievo che euforia. Perché questa vittoria non è solo una volata perfetta: è il coronamento di un percorso che, a inizio anno, sembrava compromesso.

“La squadra ha fatto un lavoro incredibile”

Kooij ha voluto subito sottolineare il ruolo della squadra, che lo ha portato alla volata con una gestione impeccabile: “Essere qui con il sostegno della squadra era tutto ciò che potevo chiedere. Hanno fatto un lavoro incredibile.

La tappa era stata tranquilla fino agli ultimi chilometri, ma il finale era una trappola: prima la caduta, poi il gruppo spezzato, poi la lotta feroce per le posizioni. Il Tour, quando decide di essere crudele, non fa sconti. “Sapevo che sarebbe stato frenetico. È la prima tappa per velocisti, tutti vogliono essere davanti.

La scelta decisiva: quella curva a 1,1 km

Kooij ha raccontato con precisione il momento in cui ha capito che la volata poteva essere sua: “Volevo essere nel posto giusto prima della curva a 1,1 km. Sapevo che lì si sarebbe deciso tutto.

È stato in quel punto che ha visto la XDS Astana prendere in mano la corsa. Un segnale perfetto: “Ho visto che stavano lanciando la volata, era ideale. Mi sono infilato nel treno di Teunissen e Kanter, poi ho superato tutti.” Una scelta di testa, prima ancora che di gambe.

“Negli ultimi 200 metri devi solo andare”

La volata di Kooij è stata un manuale di sprint: posizione perfetta, accelerazione pulita, nessuna esitazione.

Negli ultimi 200 metri devi solo andare. Se aspetti, ti saltano da dietro. Avevo fiducia nella mia velocità, e ho deciso di partire da solo.

Una decisione che ha fatto la differenza: la progressione è stata irresistibile, il margine netto, la vittoria limpida.

Un inizio anno difficile, un Tour conquistato passo dopo passo

La parte più emozionante delle sue parole è arrivata quando ha parlato del suo inverno complicato: “A inizio anno non sembrava possibile. Il virus mi ha tenuto fermo per mesi, e la squadra ha persino avuto dubbi sulla mia selezione per il Tour.

Kooij non si nasconde: “Ho continuato a crederci. Sono cresciuto passo dopo passo fino a questo livello.

E ora, alla prima occasione, ha dimostrato perché meritava di essere qui.

La vittoria di Pau è un punto di partenza, non di arrivo. Kooij lo sa bene: “Mi godrò questo momento, ma abbiamo ancora tante giornate davanti. Ci saranno altre occasioni, ma prima dobbiamo arrivarci.

È la frase di un corridore che ha capito cosa significa correre il Tour: celebrare, sì, ma senza perdere la concentrazione.

Domande sul mondo del ciclismo? Chiedi alla nostra AI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *