La finale della decima tappa del Tour de France 2026 ha tenuto tutti gli appassionati con il fiato sospeso, regalando una gestione di gara da parte di Remco Evenepoel che è stata un vero e proprio enigma tattico. Negli ultimi dieci chilometri della corsa sul Massiccio Centrale, il fuoriclasse belga della Red Bull-BORA-hansgrohe è parso improvvisamente in netta difficoltà, perdendo contatto dal gruppetto degli inseguitori composto da Vingegaard, Seixas, Ayuso e Lipowitz.
Poi, il colpo di scena: un recupero lampo, una discesa pennellata e una volata d’autore che gli ha permesso non solo di agguantare il secondo posto di giornata alle spalle di Pogačar, ma persino di guadagnare secondi preziosi su tutti i diretti rivali per il podio.
“Vicino ai crampi in salita, ma so soffrire”
Ai microfoni di Eurosport, Evenepoel ha analizzato con grande onestà quel momento di forte appannamento lungo le rampe finali, svelando di aver sfiorato la crisi totale:
“In quel tratto in salita ho sofferto davvero tantissimo. Ero al limite, vicinissimo ad avere i crampi, ma ho continuato a lottare e a non mollare la testa. Ho la fortuna di essere un corridore che metabolizza e recupera molto in fretta dagli sforzi intensi. Subito dopo lo scollinamento, infatti, sono riuscito a pennellare una grandissima discesa, guidando un po’ più velocemente degli altri ma senza sprecare troppe energie”.
La discesa del riscatto e la volata perfetta
A fare la differenza è stata la straordinaria abilità del belga nell’interpretare la discesa tecnica verso Le Lioran, un terreno dove sapeva di poter colmare il gap accumulato in salita senza correre rischi eccessivi:
“Non ho mollato perché avevo enorme fiducia nella mia discesa. Sapevo che dovevo scendere forte se volevo ancora giocarmi il secondo posto, e ci sono riuscito senza fare follie o fare cose pazze. Mi sono gestito e risparmiato un pochino nel tratto successivo per poi partire secco con lo sprint a 250 metri dall’arrivo”.
La scelta di lanciare la volata da lontano è stata calcolata al millimetro, sfruttando l’esperienza del passato: “Sapevo di poter partire presto per scavare un piccolo buco. Ricordavo l’arrivo qui di due anni fa. È stato fantastico riuscire a guadagnare un po’ di tempo prezioso sui rivali”.
Ottimismo in vista dei Pirenei
Il bottino finale dà morale a Remco, che consolida la sua posizione sul podio virtuale in attesa delle grandissime montagne che attendono la carovana nel prossimo fine settimana:
“Questo risultato è ottimo, soprattutto in vista del weekend che ci aspetta. Ora devo solo rimanere calmo, recuperare e sopravvivere giorno dopo giorno. Sabato e domenica sarà una battaglia gigantesca per la classifica generale. La cosa positiva? Mi sento migliorare ogni giorno di più, e questo è un ottimo segnale”.









