Mentre Tadej Pogačar celebrava l’ennesimo trionfo in solitaria a Le Lioran, in casa Visma | Lease a Bike si analizzava con lucidità e un pizzico di sollievo il passivo incassato nella decima tappa del Tour de France 2026. Al momento dell’attacco decisivo della maglia gialla sul Col de Pertus, molti tifosi sono rimasti sorpresi nel vedere Jonas Vingegaard non accennare minimamente alla risposta, lasciando andare via il rivale senza reazioni apparenti.
Una scelta che, come spiegato dallo stesso campione danese nel post-gara, è stata il frutto di una precisa e consapevole strategia difensiva per evitare un tracollo ben peggiore.
“Quando è partito, ho pensato solo a fare la mia cronometro”
Fino a pochi metri dall’attacco di Pogačar, era stato il giovane azzurro Davide Piganzoli a dettare il passo in testa al gruppo per proteggere il suo capitano Vingegaard. Quando la maglia gialla ha aperto il gas, però, la differenza di velocità è apparsa immediata. Ai microfoni di Eurosport, il capitano della Visma ha raccontato la sua gestione di quel momento critico:
“Nel momento in cui Tadej è partito, ho scelto immediatamente di non seguirlo e di salire con il mio passo. Era l’unica cosa da fare. Ho subito pensato che da lì in avanti, fino al traguardo, per me sarebbe stata una cronometro individuale.
Per fortuna, lungo l’ultima salita (il Col de Font de Cère, ndr) ho trovato collaborazione e ho ricevuto una mano importante dagli altri corridori che erano con me (come Evenepoel, Lipowitz, Ayuso e Seixas). Tutto sommato per noi è stata una giornata ok: le cose potevano andare molto, molto peggio”.
Segnali di crescita in vista delle grandi salite
Nonostante la perdita di altri 44 secondi in classifica generale e il momento di appannamento nel finale, in cui ha dovuto lasciare sfilare i compagni di inseguimento nell’ultimo chilometro, il due volte vincitore del Tour preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, fiducioso che il suo reale terreno di caccia debba ancora arrivare:
“Sento che le mie gambe stanno migliorando giorno dopo giorno, sento sensazioni sempre migliori. Non vedo l’ora che arrivino le grandi salite, quelle più lunghe e adatte alle mie caratteristiche. Spero davvero che le prossime settimane di questo Tour possano essere ancora migliori di quelle appena trascorse”.









