Non si placano le tensioni ai vertici del ciclismo italiano. Il Tribunale Federale della FCI (Sezione II) ha rigettato l’istanza cautelare presentata dalla Lega del Ciclismo Professionistico, confermando la piena validità delle delibere presidenziali con cui la Federazione ha sospeso la convenzione in essere tra i due enti.
La decisione, arrivata a margine dell’udienza del 22 luglio 2026, segna un punto decisivo a favore della Federazione Ciclistica Italiana in una battaglia legale che rischia di ridefinire gli assetti organizzativi del movimento nazionale.
Lo scontro: dai Diritti TV dei Campionati Italiani alla sospensione
All’origine della frattura ci sono mesi di tensioni crescenti e scambi di accuse sulla gestione e sull’autonomia organizzativa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione dei diritti del Campionato Italiano Donne Élite dello scorso 28 giugno.
A seguito della cessione di tali diritti, la FCI aveva disposto con atto d’urgenza la sospensione della convenzione. Una misura ritenuta dalla Lega “priva di motivazione giuridica, spropositata e frutto di un abuso dei poteri d’urgenza”, tanto da spingere la Lega stessa a richiedere il blocco immediato delle delibere federali per evitare presunti danni irreparabili al sistema.
Le motivazioni del Tribunale: le gare e Radiocorsa sono garantite
Il Tribunale Federale ha invece smontato le tesi della Lega, confermando che il Presidente della FCI ha agito nell’ambito dei propri poteri di vigilanza e urgenza previsti dallo Statuto.
Ma è soprattutto sul piano operativo che i giudici hanno rassicurato l’intero movimento: non c’è alcun rischio di blocco per il calendario delle gare. La FCI si è infatti presa in carico il prosieguo di tutte le attività coperte dal programma. Tra queste, è stato espressamente confermato che anche il fondamentale servizio di Radiocorsa proseguirà senza alcuna interruzione, gestito direttamente dalla Federazione.
«L’attività proseguirà normalmente secondo il calendario. L’impegno formale e morale della FCI garantisce la prosecuzione di tutte le manifestazioni con la tutela assoluta di atleti, società, sponsor e tecnici».
Appuntamento a settembre per il verdetto di merito
L’ordinanza di oggi chiude solamente la parentesi d’urgenza (cautelare). La vera resa dei conti legale si sposterà ora nel merito della causa: il Tribunale ha fissato la nuova udienza per il prossimo 15 settembre 2026, concedendo alle parti sette giorni prima per il deposito delle memorie integrative.
Fino ad allora, la convenzione resta sospesa e la regia del ciclismo professionistico italiano rimane saldamente nelle mani della Federazione.








