Sorpassometro, ecco la nuova tecnologia stradale che può salvare la vita ai ciclisti

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Il panorama dei controlli stradali in Italia si arricchisce di un nuovo alleato tecnologico che potrebbe rivelarsi fondamentale anche per la tutela della sicurezza dei ciclisti: il sorpassometro. Si tratta di un dispositivo elettronico avanzato pensato per monitorare e fotografare i sorpassi vietati e le manovre azzardate, operando anche in assenza di pattuglie visibili sul posto.

Se per gli automobilisti rappresenta un incubo da multe record, per chi pedala su strada rappresenta una barriera protettiva contro una delle minacce più gravi: il sorpasso azzardato.

Come funziona il sorpassometro

Il sistema non agisce come un normale autovelox per la velocità. È composto da una rete di telecamere e sensori installati nei tratti più critici e pericolosi delle carreggiate (curve, dossi o rettilinei con linea continua).

  • Registrazione continua: Le telecamere filmano costantemente il flusso del traffico.
  • Nessun automatismo “cieco”: Il sistema non invia la sanzione in automatico. I filmati delle infrazioni sospette vengono inviati alle forze dell’ordine.
  • Verifica umana: È sempre un agente di polizia ad analizzare il video e accertare l’effettiva manovra irregolare prima di redigere il verbale.

Un freno ai sorpassi killer contro i ciclisti

Troppo spesso chi va in bicicletta si trova esposto a rischi enormi quando un veicolo a motore tenta di superare un altro mezzo (o lo stesso ciclista) dove la segnaletica lo vieta esplicitamente. I pericoli principali includono i sorpassi al buio in curva e i rientri improvvisi che stringono il ciclista verso il margine della strada o il guardrail.

La presenza del sorpassometro introduce una sorveglianza costante sui tratti stradali a più alto rischio, imponendo agli automobilisti il rispetto della distanza, della segnaletica e delle condizioni di visibilità prima di impostare qualunque manovra.

Sanzioni pesantissime: fino a 1.300 euro e patente a rischio

Le conseguenze per chi non rispetta le regole sono particolarmente severe:

  • Multe pecuniarie: Possono superare i 1.300 euro a seconda della gravità della manovra.
  • Punti patente: Taglio pesante sulla patente, fino a 10 punti.
  • Sospensione della patente: Prevista per i casi più gravi o in caso di recidiva.

Restano ferme le possibilità di ricorso per gli automobilisti in caso di segnaletica non chiara o irregolarità del dispositivo — come dimostra una recente sentenza di un giudice di pace ad Acquappesa — ma la direzione tracciata è chiara: la tecnologia punta a rendere inoppugnabili le violazioni, promuovendo una convivenza più sicura e rispettosa tra auto e biciclette.

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