Tour de France 2026, Tadej Pogačar chiude i giochi sulla prima Alpe d’Huez

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ALPE D’HUEZ – Non c’è storia: Tadej Pogačar si impone in maglia gialla nella prima delle due tappe che si chiudono sull’Alpe d’Huez. A due tappe dalla conclusione a Parigi, lo sloveno rifila distacchi abissali a Remco Evenepoel: i giochi sono praticamente chiusi.

Un successo leggendario condito da un dato storico: lo sloveno ha infranto il record di scalata dell’Alpe d’Huez che apparteneva a Marco Pantani e resisteva da decenni.

Marea umana e maxi-fuga: Pedersen blinda la Maglia Verde

La 19ª tappa (Gap – Alpe d’Huez, 127,9 km) si è aperta tra l’entusiasmo travolgente di una folla oceanica, che già dal giorno precedente aveva invaso le rampe della montagna costringendo l’organizzazione a chiudere le strade al traffico.

La corsa è esplosa subito sul Col Bayard, dove si è avvantaggiato un mega-gruppo di ben 42 corridori. Tra i fuggitivi spiccavano nomi di prima fascia come Richard Carapaz, Sepp Kuss, Davide Piganzoli, Thymen Arensman, Lenny Martinez, il re delle montagne Valentin Paret-Peintre e un indomabile Mads Pedersen.

Il corridore danese della Lidl-Trek ha stretto i denti sulle prime salite pur di arrivare al traguardo volante di Le Périer (dopo 90 km): conquistando i 25 punti in palio, Pedersen ha portato il suo vantaggio su Jasper Philipsen (finito subito nel gruppo dei velocisti) a un rassicurante +57 nella classifica della Maglia Verde, prima di sfilarsi saggio in vista del finale. Sulle prime asperità, intanto, Paret-Peintre faceva incetta di punti GPM strappando momentaneamente il primato della montagna proprio a Pogačar.

La UAE sfoltisce i big, poi si scatena l’uragano Pogačar

L’ascesa del Col d’Ornon ha visto la UAE Team Emirates alzare il ritmo: la tirata di Felix Grossschartner ha ridotto il gruppo dei migliori a soli 11 corridori (Pogačar, Del Toro, Evenepoel, Hindley, Van Gils, Ayuso, Skjelmose, Seixas, Prodhomme e Pidcock).

Ai piedi dei 13,8 km dell’Alpe d’Huez, i superstiti della fuga vantavano ancora 3 minuti di margine. Thymen Arensman ha sferrato il primo attacco tra gli attaccanti, seguito da Kuss, Carapaz, Martinez, Romo e Ricitello. Poco dopo, un’ulteriore accelerazione di Carapaz ha isolato in testa all’ascesa soltanto l’ecuadoriano, Martinez e Kuss.

Ma a 10 chilometri dalla vetta è scattato lo show solitario della Maglia Gialla: Pogačar ha sferrato un attacco secco dal gruppo dei big al quale nessuno ha saputo rispondere. Dopo aver sfruttato l’ultimo sforzo del compagno Adam Yates (riassorbito dalla fuga), lo sloveno si è lanciato in una caccia spietata.

Finale da brividi: la fiammata conclusiva e la storia riscritta

A 7 km dal traguardo il margine dei battistrada era già sceso a 1’15”. Carapaz ha provato l’azione disperata staccando Kuss e Martinez, ma la furia di Pogačar era incontenibile. Nel penultimo chilometro si è consumato il ricongiungimento: Carapaz e Martinez hanno provato a resistere con le unghie e con i denti al gancio dello sloveno, ma nel chilometro finale una terza, micidiale accelerazione di Pogačar ha spezzato definitivamente la resistenza dei rivali.

Tadej Pogačar ha così tagliato il traguardo a braccia alzate per la prima volta in carriera in cima all’Alpe d’Huez, mettendo un sigillo definitivo sul Tour de France 2026 e cancellando dagli annali il tempo record di scalata del Pirata.

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