L’International Testing Agency (ITA), l’organismo indipendente che gestisce il programma antidoping dell’UCI, ha reso noto che la pista e stradista polacca Daria Pikulik ha accettato una squalifica di 18 mesi per violazione delle norme antidoping relative alla reperibilità (Whereabouts Failures).
La ventinovenne atleta polacca, medaglia d’argento nell’Omnium su pista ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 (primo podio olimpico nella pista per la Polonia a distanza di 52 anni), ha sommato tre mancati controlli o errori di compilazione nell’arco di 12 mesi, violando l’Articolo 2.4 del Regolamento Antidoping UCI.
Nessun test positivo: squalifica già scontata ma risultati annullati
L’ITA ha precisato che non si tratta di una positività a sostanze proibite. Non avendo Pikulik impugnato la contestazione e avendo accettato la sanzione proposta, il caso è stato chiuso senza necessità di un’udienza formale.
Il periodo di ineleggibilità è stato applicato con decorrenza retroattiva dal 9 dicembre 2024 fino all’8 giugno 2026. Sebbene la squalifica sia formalmente giunta a termine, la Pikulik non è ancora rientrata in gara dopo aver rescisso consensualmente il contratto con la Human Powered Health nel marzo 2026.
Tutti i risultati, i punti e i premi eventualmente conseguiti nel periodo compreso tra il dicembre 2024 e il giugno 2026 sono stati ufficialmente annullati. L’argento olimpico conquistato nell’estate 2024 a Parigi rimane invece confermato, in quanto ottenuto antecedentemente all’inizio della sanzione.
Le scuse dell’atleta: «Un grave errore di sbadataggine, mai usato sostanze proibite»
Attraverso una nota pubblicata sul proprio profilo Instagram, Daria Pikulik ha voluto chiarire la propria posizione e scusarsi con i tifosi:
“Non ho mai avuto l’intenzione di violare le regole e nella mia carriera mi sono sottoposta a decine di controlli antidoping, tutti con esito negativo. I tre mancati controlli sono stati il frutto di sviste gestionali e di un carico di lavoro e impegni estremamente pesante dopo i Giochi. Mi scuso sinceramente con tutte le persone, il team e i tifosi che ho deluso.” L’ITA ha comunicato che la decisione resta appellabile presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) da parte dei soggetti aventi diritto, aggiungendo che non rilascerà ulteriori commenti sulla vicenda.








