Il ritiro di Remco Evenepoel dal Tour de France 2025, annunciato durante la 14ª tappa, ha lasciato un alone di incertezza tra tifosi, media e addetti ai lavori. Il capitano della Soudal Quick-Step, terzo in classifica generale fino alla vigilia, ha abbandonato la corsa sulle rampe del Col du Tourmalet, visibilmente a corto di energie.
Dopo il traguardo, Evenepoel ha parlato con la stampa nei pressi del bus della squadra, mostrando delusione e soprattutto molti dubbi. “Semplicemente avevo le gambe vuote”, ha dichiarato il campione belga ai microfoni dei giornalisti. “Una giornata no può capitare, ma tre giorni di fila è qualcosa che non mi è familiare. Fermarmi è stata la decisione migliore.”
Una scelta sofferta ma razionale
Secondo quanto raccontato da Evenepoel, è stato il direttore sportivo Klaas Lodewyck a suggerirgli di fermarsi. “Klaas mi ha detto che forse era il momento di ritirarmi, e aveva ragione”, ha ammesso. Alla base della crisi, però, non ci sono ancora spiegazioni certe. “Non ho idea del motivo. Forse c’è qualcosa nel corpo, ma al momento non posso dire nulla di specifico. Ora analizzeremo tutto con calma”, ha aggiunto il corridore, ricordando anche la sua preparazione invernale difficile: “Tutti sanno che ho avuto un inverno disastroso”.
Problemi già dal Dauphiné e preparazione compromessa
Già prima della partenza della 14ª tappa, il suo preparatore Koen Pelgrim aveva sottolineato come Evenepoel non fosse riuscito a svolgere le sessioni di allenamento previste dopo il Critérium du Dauphiné, a causa di una cattiva capacità di recupero. “Non ho fatto praticamente nessun allenamento di qualità . Il mio corpo non reggeva l’intensità . Stanchezza, mancanza di forma… possono essere tante cose”, ha spiegato Evenepoel.
Un Tour positivo, poi il crollo
Nonostante tutto, il Tour di Evenepoel non è stato privo di momenti brillanti: una vittoria di tappa e una solida permanenza nei primi tre della classifica generale fino alla tappa pirenaica di Luchon. “Fino a oggi sembrava tutto abbastanza sotto controllo. Avrei potuto finire in gruppetto, ma rischiavo di trascinarmi il malessere fino a settembre”, ha detto, alludendo ai suoi obiettivi nella seconda parte della stagione.
La squadra: “Saggio fermarsi”
La Soudal Quick-Step ha confermato la decisione con una breve nota: “In queste condizioni, continuare sarebbe stato controproducente. È più saggio pensare al recupero e capire cosa non ha funzionato.”










