CommenTour – La stanchezza di Pogacar e il lato umano che mancava

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Da un paio di giorni non si parla altro che della stanchezza di Tadej Pogacar. Ma non se ne parla, a mio modo di vedere, per ciò che realmente è. Un lato umano di un corridore che in bicicletta fa sempre cose straordinarie, e che non siamo abituati a vedere per quello che è: un ragazzo di 26 anni che sta lontano da casa da tre settimane, più un altro mese per la preparazione.

Qualcuno potrebbe dire “Sì ma in fondo sta lavorando ed è anche il corridore più pagato al mondo”. Questo non vuol dire che non sia un essere umano. Può succedere. Anche noi giornalisti siamo fuori casa per lavoro per tanti giorni, ed è un mestiere che, nel 90% dei casi, abbiamo scelto noi di fare. Eppure, anche a noi può mancare l’atmosfera di casa, fare cose diverse dal lavoro, staccare un po’ la spina. Un corridore che prende parte al Tour de France non stacca mai la spina, non solo per quelle tre settimane di gara, ma anche durante la preparazione e durante l’inverno. E’ un pensiero fisso che non ti lascia mai.

E poi, anche se Pogacar sta lavorando: noi al lavoro ci presentiamo tutti i giorni felici e sorridenti? Parliamoci senza girarci attorno: no. Perchè ci sono anche altre cose che escono al di fuori della nostra occupazione, e può essere così anche per Tadej.

Negli ultimi giorni, forse non tutti hanno notato che Tadej Pogacar ha dedicato molte storie di Instagram alla propria fidanzata, Urska Zigart. E’ normale: entrambi stanno fuori casa per molto tempo, entrambi per fare il proprio lavoro di ciclisti. Ma non c’è nulla di anormale nel vedere una persona in maglia gialla che, prima, durante e dopo ogni tappa, pensa alla propria fidanzata.

Si è detto tanto della stanchezza di Tadej Pogacar. Qualcuno ha detto che forse sta male e non è stanchezza reale, qualcuno dice che non è normale che stia così. Lo ripetiamo, parliamo di un ragazzo di 26 anni, che è vero che sta guadagnando milioni di euro, ma quei soldi sono proporzionati alle sue responsabilità. Non c’è niente di male nel voler staccare la spina, non c’è niente di male nel volersi riposare un po’. E’ rimasto solo domani, poi ci sarà tempo per andare in vacanza. Abbiamo visto un Pogacar umano, un corridore che è una persona come tutte le altre quando scende di sella.

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