Tadej Pogačar sul pavé della Roubaix in pieno inverno: “E’ pericoloso, pioveva molto…”

Tadej Pogacar
13/04/2025 - Paris-Roubaix - Compiègne / Roubaix (259,2 km) - Mathieu VAN DER POEL (ALPECIN-DECEUNINCK), Tadej POGACAR (UAE TEAM EMIRATES XRG)

Un allenamento inatteso, sul terreno più iconico e più temuto del ciclismo mondiale. Martedì mattina, il cicloamatore francese Jean-Luc Gallus, residente nei pressi del leggendario Carrefour de l’Arbre, ha vissuto un momento che difficilmente dimenticherà: l’incontro ravvicinato con Tadej Pogačar, in piena sessione di prove sul pavé della Parigi-Roubaix.

“Ho visto le auto UAE in lontananza…”

Gallus, che percorre spesso le strade e i settori di pavé che hanno fatto la storia dell’Inferno del Nord, ha raccontato così l’episodio: “Vivo vicino al Carrefour de l’Arbre e martedì ci sono passato durante un giro. In lontananza ho visto le auto della UAE Emirates. Mi sono avvicinato e ho riconosciuto la maglia di campione belga di Tim Wellens. Poi ho notato la bici iridata… e ho capito subito che c’era anche Pogačar.”

Il due volte vincitore del Tour de France, da poco incoronato campione del mondo, stava svolgendo una sessione di ricognizione insieme a Wellens e allo staff della UAE Team Emirates.

Foto, sorriso e… fango

Gallus racconta con entusiasmo l’incontro: “Gli ho chiesto se potevo scattare una foto. Ha detto che non c’era alcun problema e ha persino posato per me. Sembrava di ottimo umore, nonostante le condizioni del pavé fossero tutto fuorché semplici.”

Il meteo, in effetti, non era dei più benevoli: pioggia nei giorni precedenti, pietre bagnate e tratti di fango sparsi lungo il settore. Condizioni che rendono il Carrefour de l’Arbre uno dei segmenti più tecnici e insidiosi della Roubaix… anche per un fuoriclasse come Pogačar.

Una ricognizione ad alto rischio nel cuore dell’inverno

Il cicloamatore ha inoltre percepito parte delle conversazioni tra corridori e direttori sportivi: “Li ho sentiti parlare: stavano tornando verso Cysoing per prendere il pavé di Bourghelles e poi rientrare passando dall’Arbre. Sono rimasto sorpreso. È un’impresa piuttosto rischiosa in pieno inverno.”

Un allenamento duro, scelto probabilmente per testare materiali, posizioni e sensazioni su un terreno che non perdona, soprattutto quando è scivoloso.

Un Tadej Pogačar sempre più deciso verso l’Inferno del Nord

La presenza del campione sloveno sui settori chiave della Parigi-Roubaix alimenta ulteriormente le speculazioni su un possibile debutto nella classica più brutale al mondo. Se la sua partecipazione non è ancora confermata, di certo la volontà di prepararsi non manca.

E per Gallus, protagonista di questo incontro ravvicinato, resterà una giornata speciale: “Non mi aspettavo di incontrare Tadej Pogačar sul pavé, e invece eccolo lì, sorridente e disponibile. Una sorpresa incredibile.”

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