Vuelta a Murcia 2026, tappa accorciata ma esplosiva: trionfo di Marc Soler

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La Vuelta a Murcia 2026 si apre con una tappa ridotta all’ultimo momento a causa del forte vento, ma la distanza minore non toglie nulla allo spettacolo. Anzi: gli appena 80 chilometri di gara si trasformano in un concentrato di attacchi, ventagli e selezione naturale, con la UAE Team Emirates XRG assoluta protagonista sin dalle prime pedalate.

A vincere è Marc Soler, autore di un finale solido e intelligente, ma il successo porta impressa anche la firma di Julius Johansen, straordinario nel lavoro in pianura e capace di resistere fino all’ultima salita. Sul podio sale anche Tom Pidcock (Pinarello–Q36.5), migliore tra i big, terzo a 40 secondi.

Una fuga costruita con forza e intelligenza

La corsa si accende immediatamente. Il vento costringe il gruppo a correre in tensione e la UAE Team Emirates XRG decide di sfruttare la situazione: il primo scatto significativo è di Benoît Cosnefroy, chiaro segnale delle intenzioni della squadra.

La fuga buona nasce poco dopo, con un gruppo di nove corridori:

  • Quinten Hermans (Pinarello–Q36.5)
  • Juan Pedro López (Movistar)
  • Luca Paletti (Bardiani CSF 7 Saber)
  • Kamil Gradek (Bahrain Victorious)
  • Marc Soler (UAE Team Emirates XRG)
  • Julius Johansen (UAE Team Emirates XRG)
  • Raúl García Pierna (Movistar)
  • Jefferson Cepeda (Movistar)
  • Hector Alvarez (Seleccion Española)

La UAE piazza tre uomini, un vantaggio tattico enorme in una giornata così breve e nervosa. Dietro, TotalEnergies prova a chiudere, ma l’azione di disturbo di Tim Wellens neutralizza ogni tentativo.

Ventagli, caos e selezione naturale

Il margine della fuga sale fino a un minuto, ma la corsa esplode nuovamente quando XDS Astana e Lotto–Intermarché provano a riorganizzare l’inseguimento. Il vento fa il resto: il gruppo si spezza, Bahrain Victorious rilancia e la selezione diventa feroce.

Davanti, Johansen e Soler restano gli unici in grado di mantenere un ritmo costante. Gli altri faticano, uno dopo l’altro, spazzati via dalle raffiche laterali. Anche il gruppo inseguitore si riduce rapidamente a una ventina di corridori.

A 12 chilometri dall’arrivo, alle spalle della coppia UAE restano solo i più forti: Cosnefroy, Wellens, Arrieta, Alvarez, Pidcock, Mohorič, Bilbao, Borgo e Gradek. Il distacco, però, è ancora superiore al minuto.

Johansen si sacrifica, Soler finalizza

Il lavoro di Johansen termina solo ai piedi dell’Alto Virgen del Castillo. Il danese si sposta dopo aver tirato per chilometri, lasciando a Soler il compito di chiudere l’opera. Lo spagnolo accelera subito, mentre il compagno sale regolare, mantenendo un distacco gestibile.

Dietro, Tom Pidcock prova l’azione di forza: uno scatto secco che gli permette di staccare tutti i rivali diretti. Ma il suo ritardo dalla testa è ancora troppo ampio: 50 secondi allo scollinamento, un gap impossibile da colmare.

Il finale: dominio UAE

Soler entra nel tratto finale con margine e taglia il traguardo in solitaria. Johansen, autore di una prestazione monumentale, chiude a 19 secondi, mentre Pidcock arriva a 40 secondi, primo tra i big.

Il resto dei favoriti giunge a 1’01”, regolati dal giovane Hector Alvarez, anche lui protagonista nella fuga iniziale.

La UAE Team Emirates XRG piazza così:

  • 1° Marc Soler
  • 2° Julius Johansen
  • 5° Igor Arrieta
  • 6° Tim Wellens
  • 10° Benoît Cosnefroy

Una dimostrazione di forza collettiva che segna in modo netto l’apertura della Vuelta a Murcia 2026.

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