Dopo i fuochi d’artificio accesi da Pogačar nella frazione inaugurale e il bellissimo assolo vincente di Romain Grégoire a Locarno, il Giro di Svizzera 2026 propone la sua giornata, almeno sulla carta, più tranquilla. Venerdì 19 giugno è in programma la Bad Ragaz – Bad Ragaz di 157,9 chilometri, una frazione dal percorso “al contrario”: tanta salita nella prima metà di gara e un lunghissimo finale pianeggiante.
Si tratta dell’unica, vera occasione di tutta la settimana elvetica dedicata alle ruote veloci. Gli sprinter presenti in gruppo non vorranno assolutamente farsi sfuggire la volata, ma i primi 60 chilometri mossi potrebbero stuzzicare i piani dei cacciatori di fughe.
Il Percorso: Wildhaus e Schwägalp all’inizio, poi 55 km di pianura
Una frazione divisa nettamente in due blocchi, che richiederà massima attenzione fin dal primo metro.
- Le montagne in apertura: Subito dopo il via da Bad Ragaz la strada sale verso Sankt Luzisteig, rampa perfetta per lanciare la fuga. Poco dopo si approccerà il primo GPM di giornata, il duro Wildhaus (9,4 km al 6,6% con punte massime al 16,3%). Giusto il tempo di scendere e si risale immediatamente verso lo Schwägalp (4 km all’8,4%, max 15,2%).
- Il lunghissimo inseguimento: Allo scollinamento dello Schwägalp mancheranno ben 95 chilometri al traguardo. Superati gli ultimi strappetti in falsopiano ai -65 km dall’arrivo, inizierà un tratto di 55 chilometri completamente pianeggianti verso il circuito finale. Qui i treni delle squadre dei velocisti avranno tutto lo spazio per organizzare l’inseguimento e andare a riprendere gli attaccanti della prima ora.
- Il finale: Il rettilineo d’arrivo a Bad Ragaz presenta un’unica insidia: una rotonda a 1.500 metri dal traguardo. Attenzione al posizionamento e ai tempi dello sprint, dato che la retta finale tira leggermente all’insù.
- Orario di partenza: 13:45
- Orario d’arrivo previsto: 17:34 – 17:57
- Diretta TV e Streaming: 15:35 – 18:30 su Discovery+ / 15:35 – 18:00 su Eurosport 1
I Favoriti: Brennan l’uomo da battere, Groves si affida a Van der Poel
La startlist dei velocisti puri non è stellare, il che rende il pronostico apertissimo. Il faro della giornata è senza dubbio il britannico Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike), dominatore in primavera della Kuurne-Bruxelles-Kuurne e dotato sulla carta della velocità di punta più elevata del lotto.
Grande attesa in casa Alpecin-Deceuninck per Kaden Groves. L’australiano è reduce da un Giro d’Italia sfortunatissimo e la condizione è un’incognita, ma per questa volata potrà contare su un ultimo uomo d’eccezione: Mathieu van der Poel. Non è escluso che il fuoriclasse neerlandese, nel finale in leggera ascesa, decida di fare una delle sue trenate spaventose nell’ultimo chilometro per spiazzare i treni avversari.
Gli azzurri e le ruote veloci resistenti
L’Italia si affida ad Alberto Dainese (Soudal Quick-Step), a caccia del primo squillo pesante con la nuova maglia dopo una prima parte di stagione complicata. In prima linea per il riscatto c’è anche lo statunitense Luke Lamperti (EF Education), così come l’olandese Casper van Uden (PostNL).
Se la prima metà di corsa con le due dure salite dovesse fare molta selezione ed eliminare i velocisti puri, salirebbero vertiginosamente le quotazioni di corridori resistenti e veloci come Michael Matthews (Jayco AlUla), Thibau Nys (Lidl-Trek), Corbin Strong (NSN) e Magnus Cort (Uno-X).
Attenzione ai finisseur
Negli ultimi 3 chilometri di pianura occhio ai colpi di mano dei passisti. Un trenata di potenza pura di Alberto Bettiol (XDS Astana), del belga Alec Segaert (Bahrain) o del tedesco Nils Politt (UAE) potrebbe mandare all’aria i piani dei velocisti a pochi metri dalla linea bianca.









