Sarà sufficiente per vincere? Tadej Pogačar ha intensificato la preparazione in vista della Milano‑Sanremo 2026, tornando ancora una volta sulle strade della Classicissima per affinare ogni dettaglio della sua condizione.
Il capitano della UAE Team Emirates XRG, che domani farà il suo esordio stagionale alla Strade Bianche, ha ormai indicato chiaramente quale sia il primo grande obiettivo dell’anno: conquistare la Sanremo, l’unica Monumento che ancora manca alla sua collezione dopo cinque tentativi infruttuosi. E vuole farlo ancora come negli ultimi anni: attaccando fin sulla Cipressa.
Preparazione mirata verso la Classicissima
Pogačar è stato avvistato per la terza volta in poche settimane sul percorso della Milano‑Sanremo, segno di una preparazione meticolosa e quasi maniacale. La sua attenzione si è concentrata soprattutto sulla Cipressa, il punto in cui nel 2025 aveva lanciato l’attacco, scollinando in 8’57’’ dopo una progressione impressionante.
Nonostante quel forcing, Mathieu van der Poel e Filippo Ganna riuscirono a rientrare, lasciando allo sloveno la consapevolezza che serva ancora qualcosa in più per fare la differenza.
Nuovo record sulla Cipressa
Secondo i dati pubblicati su Strava, Pogačar ha stabilito un nuovo record personale sulla salita:
- 8’51’’ il tempo registrato
- 37,4 km/h la velocità media
- 5,6 km di lunghezza
- 4% di pendenza media
Si tratta di un miglioramento di sei secondi rispetto al suo precedente riferimento, un dato che conferma la sua condizione già molto avanzata e la volontà di impostare la corsa in modo aggressivo proprio sulla Cipressa. Ma noi ripetiamo la domanda: sarà sufficiente per vincere la Milano-Sanremo?
Chiudere i giochi sulla Cipressa, ma la corsa si decide sempre sul Poggio
La strategia del campione del mondo sembra chiara: provare a fare la differenza prima del Poggio, sfruttando una salita che più si adatta alle sue caratteristiche. La Cipressa, con il suo ritmo costante e la possibilità di creare selezione, rappresenta il terreno ideale per un attacco da lontano, soprattutto per un corridore capace di mantenere potenze elevate per diversi minuti come Pogačar.
Il problema principale è che, albo d’oro della Milano-Sanremo alla mano, negli ultimi 20 anni nessun corridore è riuscito a vincere la Classicissima attaccando sulla Cipressa. Per Tadej Pogačar è diventata quasi un’ossessione: l’anno scorso lui e la sua squadra hanno fatto fuoco e fiamme imponendo un ritmo vertiginoso sulla penultima salita della gara, eppure non è stato sufficiente per staccare Mathieu van der Poel e Filippo Ganna.
Un cambio di strategia?
A maggior ragione, alla luce di quello che è successo negli ultimi anni, con la UAE Emirates XRG che ha cercato in tutti i modi di guadagnare terreno fin dalla Cipressa, bisognerebbe farsi una grande domanda: conviene animare la corsa fin da laggiù, o conviene aspettare il Poggio e fare all-in su quest’ultima ascesa?
La logica della Milano-Sanremo farebbe optare per quest’ultima soluzione, almeno sulla carta. E’ vero che Pogačar ha sempre regalato spettacolo con attacchi da lontanissimo, ma la particolarità della Sanremo risiede nel lungo chilometraggio.
Quest’anno i chilometri da affrontare saranno 298: il mondiale dello scorso anno ne misurava 267, la Strade Bianche dello scorso anno (vinta dopo 64 km di fuga) ne misurava 213. Le altre classiche monumento si aggirano tutte tra i 250 e i 270 km. Trenta chilometri in più alla Sanremo, ma dopo averne messi più di 250 nelle gambe possono essere un’eternità, anche se il percorso, come ben sappiamo, non presenta difficoltà altimetriche importanti.
Insomma, la Sanremo è per tutti la classica più difficile da vincere per la sua imprevedibilità, per la lunga distanza e per le poche possibilità di fare la differenza. Ma la strategia migliore, sulla carta, sembra essere sempre la stessa: perchè non attaccare solo sul Poggio per provare a mettere alle corse Mathieu van der Poel?










