La Strade Bianche 2026 ha consacrato definitivamente Paul Seixas, 19 anni appena compiuti, come uno dei talenti più luminosi del ciclismo mondiale. Il giovane francese della Decathlon–CMA CGM Team ha chiuso al secondo posto alle spalle di un Tadej Pogacar imprendibile, ma la sua prestazione è stata comunque straordinaria. E nel dopo‑gara non sono mancate parole pesanti, soprattutto nei confronti di Isaac Del Toro, compagno di squadra del vincitore.
“Pogacar era di un altro livello, oggi non c’era nulla da fare”
Seixas ha riconosciuto subito la superiorità dello sloveno: “Pogacar è stato come sempre nel 2024 e nel 2025: uno o due gradini sopra tutti. Sono molto felice della mia seconda posizione, era il massimo che potessi ottenere oggi. È incredibile essere qui.”
Il francese è stato l’unico a provare davvero a chiudere il buco quando Pogacar ha attaccato sulla Monte Sante Marie. Per qualche istante è sembrato persino in grado di riportarsi sul campione del mondo, ma la rimonta si è fermata a poche decine di metri.
“Del Toro mi ha rallentato tre volte”
La parte più sorprendente del suo racconto riguarda però la dinamica dell’inseguimento. Seixas ha parlato apertamente di un comportamento “strano” da parte di Del Toro, compagno di Pogacar alla UAE Emirates XRG.
“Quando Pogacar ha attaccato, ho provato a seguire Pidcock. Ma Del Toro mi ha rallentato. Non una o due volte, ma tre volte. Mi ha rallentato e mi sono ritrovato a dover chiudere il buco da solo. È stato un gioco tattico, hanno deciso di correre così.”
Secondo Seixas, quei secondi persi sono stati decisivi: “Quando hai Pogacar davanti, venti o trenta metri sono già troppi. Ho provato a rientrare, ero vicinissimo, ma mi è mancato mezzo chilometro. Lui controllava lo sforzo, guardava indietro e non voleva che mi riportassi sulla sua ruota.”
Finale a due con Del Toro: “Pensavo mi avrebbe battuto”
Nonostante la tensione iniziale, Seixas e Del Toro si sono ritrovati insieme anche nel finale, quando sono riusciti a staccare gli altri inseguitori e a giocarsi il podio.
“È stato durissimo. Del Toro non voleva tirare, ed era logico: davanti aveva Pogacar. Quando siamo usciti di nuovo insieme nel finale, era sempre a tutta. Pensavo che mi avrebbe passato negli ultimi metri, io correvo per il podio. Essere riuscito a chiudere secondo e a togliermelo dalla ruota è stato incredibile.”
Paul Seixas, un secondo posto che vale come una vittoria
Per Seixas, questo risultato conferma una crescita impressionante: a 19 anni è già in grado di tenere testa ai migliori del mondo e di leggere la corsa con lucidità da veterano. La sensazione è che la Strade Bianche 2026 possa essere solo l’inizio di una stagione da protagonista.










