Colpo di classe di Harold Tejada nella sesta tappa della Parigi‑Nizza 2026. Il colombiano della XDS Astana ha scelto il momento perfetto per attaccare: uno scatto deciso sull’ultimo strappo verso Saignon, a meno di cinque chilometri dal traguardo di Apt, gli ha permesso di guadagnare subito qualche secondo e di lanciarsi in una discesa impeccabile. Il margine, inizialmente di una decina di secondi, si è ridotto nel finale, ma Tejada è riuscito a conservare 6″ sul gruppo dei migliori, centrando così il secondo successo della carriera.
Alle sue spalle, lo sprint del drappello dei big è stato vinto da Dorian Godon (Ineos Grenadiers), davanti a Lewis Askey (NSN Cycling Team), Bryan Coquard (Cofidis) e Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team). Tutti gli uomini di classifica sono arrivati insieme, senza variazioni significative nei distacchi.
Vingegaard sempre più saldo in maglia gialla
L’unico movimento nella generale riguarda proprio Tejada, che entra in top‑10. Per il resto, la classifica resta immutata: Jonas Vingegaard continua a dominare la corsa con un vantaggio di 3’22″ su Daniel Felipe MartÃnez (Red Bull‑BORA‑hansgrohe) e 5’50″ su Georg Steinhauser (EF Education‑EasyPost). Il danese della Visma | Lease a Bike ha controllato senza affanni ogni tentativo, confermando una superiorità netta in vista del weekend finale.
Una tappa veloce e combattuta
La giornata si è accesa fin dai primi chilometri, con una serie di scatti che hanno portato alla fuga di Joshua Tarling, Igor Arrieta, Steff Cras e Arthur Kluckers. Il gruppo, guidato a lungo dalla Cofidis, ha lasciato spazio fino a due minuti, prima di aumentare il ritmo sulle salite centrali.
Il tentativo più pericoloso è stato quello di Søren Kragh Andersen, capace di avvicinarsi ai battistrada sul Col de l’Aire Deï Masco. Ma il danese è stato ripreso prima dell’ultima salita, dove la Lidl‑Trek e poi la Visma hanno imposto un ritmo selettivo che ha eliminato gli sprinter e ricompattato i migliori.
Proprio in quel momento di marcamento reciproco, Tejada ha colto l’attimo: un’accelerazione secca, nessuna risposta immediata, e un vantaggio che è diventato presto decisivo. La Ineos ha provato a chiudere in discesa, ma il colombiano ha gestito alla perfezione ogni curva, andando a prendersi una vittoria di grande prestigio.










