La sesta tappa della Volta a Catalunya 2026 ha confermato ciò che ormai è evidente da giorni: Jonas Vingegaard è il padrone assoluto della corsa. Sul traguardo di Queralt, dopo un’altra giornata durissima e un finale pieno di salite, il danese ha piazzato l’ennesima accelerazione devastante, staccando tutti e conquistando la seconda vittoria consecutiva.
Ma il protagonista più inatteso è stato Remco Evenepoel, che dopo la giornata difficile di ieri si è trasformato in un meesterknecht di lusso per il compagno di squadra Florian Lipowitz, imponendo un ritmo feroce e selezionando il gruppo fino all’ultima salita.
Una tappa da scalatori puri: Pradell, Sant Isidre e Queralt come giudici
Il percorso era un concentrato di difficoltà :
- Coll de la Batallola (11,6 km al 3,2%)
- Coll de Pradell (15,1 km al 6,7%, ultimi 5,5 km all’11%)
- Collada de Sant Isidre (5 km all’8,8%)
- Ascesa finale a Queralt (5,9 km al 7,5%)
Una sequenza micidiale che ha trasformato la tappa in un test di resistenza e lucidità .
La fuga: Ciccone e Soler i più attivi, ma senza speranze
La corsa è esplosa presto, con una fuga di alto livello che includeva:
- Giulio Ciccone
- Marc Soler
- Richard Carapaz
- Nairo Quintana
- Andreas Leknessund
- Mattia Cattaneo
- Altri uomini di qualità e squadre importanti
Soler è stato il primo ad attaccare sul Pradell, seguito da Ciccone, Svestad‑Bardseng e Carapaz. L’italiano della Lidl‑Trek è stato il più brillante, ma il margine non è mai stato sufficiente: il gruppo dei big, tirato a tutta, non ha lasciato spazio.
Ciccone è stato l’ultimo a resistere, venendo ripreso a 17 km dall’arrivo.
Red Bull‑BORA cambia la corsa: Evenepoel si trasforma in motore umano
Dopo un lungo forcing della Visma, la situazione è cambiata sulla Collada de Sant Isidre, quando la Red Bull‑BORA‑hansgrohe ha preso in mano la corsa.
- Florian Lipowitz ha provato un primo scatto
- Oscar Onley ha tentato a sua volta
- Ma il vero show è arrivato da Remco Evenepoel
Il belga ha imposto un ritmo violentissimo, selezionando il gruppo fino a ridurlo a:
- Vingegaard
- Lipowitz
- Martinez
- Paret‑Peintre
- Buitrago
- Onley
Il suo lavoro ha messo in crisi anche Felix Gall, secondo in classifica, che ha perso terreno e ha visto svanire il podio.
L’attacco decisivo: Vingegaard parte a 2,5 km dalla fine
Evenepoel ha tirato fino ai -2,5 km, poi si è staccato dopo un lavoro monumentale. A quel punto, Vingegaard ha colpito.
Il danese ha accelerato con la solita precisione chirurgica:
- Lipowitz ha limitato i danni a una decina di secondi
- Martinez ha scelto di non collaborare
- Gli altri sono andati alla deriva
Per Vingegaard è arrivata così la seconda vittoria in due giorni, con un dominio che ricorda le sue migliori giornate al Tour.
Ordine d’arrivo – Tappa 6 (Berga → Queralt)
- Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) – 4:05:19
- Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +10’’
- Florian Lipowitz (Red Bull‑BORA‑hansgrohe) s.t.
- Valentin Paret‑Peintre (Soudal Quick‑Step) +16’’
- Remco Evenepoel (Red Bull‑BORA‑hansgrohe) +27’’
- Richard Carapaz (EF Education‑EasyPost) +1:29
- Felix Gall (Decathlon CMA CGM) +2:08
- Mattias Skjelmose (Lidl‑Trek) s.t.
- Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) +2:55
- Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM) +3:16
Cosa significa per la classifica
Vingegaard consolida la leadership e si avvicina alla vittoria finale. Lipowitz e Martinez si giocano il podio, mentre Evenepoel, pur non al top, ha dimostrato una solidità mentale e fisica notevole dopo la caduta dei giorni scorsi.










