Quando c’è da lottare a medie folli su un traguardo mosso, in questo momento in Europa esiste un cliente scomodissimo per tutti: Laurence Pithie (Red Bull-Bora-hansgrohe). Sul prestigioso e selettivo traguardo di Celje, al termine della terza frazione del Giro di Slovenia 2026, il ventitreenne neozelandese ha calato il bis personale, andando a prendersi il sesto successo stagionale (tutti concentrati nelle ultime quattro settimane).
A fare le spese della straripante condizione del leader della corsa è stato il nostro Stefano Oldani (Caja Rural-Seguros RGA). Il milanese ha accarezzato il sogno della vittoria con una volata coraggiosa, ma è stato rimontato proprio negli ultimi centimetri da Pithie e, per millimetri al fotofinish, superato persino dallo spagnolo Ivan Cobo (Equipo Kern Pharma), dovendosi accontentare del terzo gradino del podio.
Il racconto: la Red Bull blinda la corsa sulla Celjska Koča
La prima parte di gara ha visto la nascita di una fuga a tre composta da Erik Fetter, Paul Wright e Marcel Gladek. Il terzetto ha raggiunto un vantaggio massimo di 2’30”, ma il plotone, saldamente guidato dagli uomini della Red Bull-Bora-hansgrohe, ha gestito la situazione senza il minimo affanno, andando a riassorbire gli attaccanti subito dopo il primo passaggio da Celje, intorno ai -100 km dall’arrivo.
La corsa è esplosa lungo le rampe della salita di Celjska Koča. Gli uomini di Pogačar (qui in veste di sponsor e scopritori di talenti con il team giovanile) hanno visto la Red Bull alzare un ritmo asfissiante che ha letteralmente decimato il plotone: in cima sono rimasti appena quaranta corridori a comporre il gruppo dei migliori. Lungo la successiva discesa lo spagnolo Unai Iribar ha tentato il colpaccio da finisseur guadagnando 10 secondi, ma la corazzata tedesca ha spento sul nascere ogni velleità.
Il thriller dell’ultimo chilometro e la rimonta su Oldani
Nel circuito finale, la Red Bull ha preso in mano le operazioni per blindare la volata del proprio capitano. All’interno dell’ultimo chilometro si è materializzato un vero e proprio capolavoro di astuzia tattica: Pogačar e i suoi non c’entrano, ma l’azione è stata da pro. Pithie, accortosi che il suo treno si stava allungando troppo, ha battezzato la ruota del compagno Mattia Cattaneo, lasciando volutamente un buco per permettere all’azzurro di prendere metri.
La Caja Rural è stata costretta a spendersi per andare a chiudere sul passista italiano, lanciando di fatto la volata a Stefano Oldani ai -200 metri. Il milanese è partito con grande decisione, ma Pithie si è fiondato immediatamente alla sua ruota: il neozelandese lo ha affiancato ai 50 metri finali e lo ha superato di slancio sulla linea bianca.
Oltre a Oldani, l’Italia raccoglie un bottino eccezionale nella top 10 di giornata: Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) chiude ai piedi del podio con un ottimo quarto posto, rimasto imbottigliato proprio nelle ultime pedalate. Splendido nono posto per il giovane Lorenzo Masciarelli (MBH Bank) e decima piazza per Alessio Martinelli (Bardiani CSF). In classifica generale Pithie consolida il primato, con 20″ su Cobo e 22″ sulla coppia Zambanini-Oldani.









