Giro del Belgio 2026, Alex Aranburu re del Muro di Durbuy

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Le pendenze delle Ardenne fiamminghe non perdonano e regalano un finale spettacolare e ricco di colpi di scena. La terza tappa del Baloise Belgium Tour 2026 incorona l’esperienza e lo scatto fulmineo di Alex Aranburu (Cofidis). Lo scalatore spagnolo ha interpretato magistralmente le dure rampe del celebre Muro di Durbuy, saltando negli ultimi metri il britannico Lewis Askey (NSN Cycling Team) per andare a prendersi un successo di altissimo prestigio.

La giornata odierna ha emesso verdetti pesantissimi anche per la classifica generale: il velocista e precedente leader Tim Merlier (Soudal Quick-Step) è andato completamente al tappeto, staccandosi a molti chilometri dal traguardo. La maglia di leader passa così direttamente sulle spalle del vincitore di giornata, Aranburu.

Il racconto: fuga a cinque e gruppo controllato dai big

La frazione si è accesa subito dopo il via con il decollo di un quintetto composto da Marchand, Appel, Hillen, Hoogendoorn e Hannes. I cinque attaccanti hanno saputo collaborare con ottimo tempismo, arrivando ad accumulare un vantaggio massimo che ha superato i quattro minuti a 100 chilometri dalla conclusione.

La reazione del plotone non si è fatta attendere, guidata dagli uomini della Movistar, della Soudal Quick-Step e della Decathlon CMA CGM. Chilometro dopo chilometro, il gap è stato progressivamente dimezzato, andando a riassorbire gli ultimi superstiti della fuga proprio al suono della campana che indicava l’inizio dell’ultimo giro del circuito. Nel frattempo, il ritmo forsennato faceva le prime vittime illustri, a partire proprio da un esausto Tim Merlier.

Girandola di attacchi: si vedono Milesi e Toneatti

Il finale è diventato un’autentica polveriera tattica. Sull’ascesa della Petite Somme è esplosa la bagarre tra i finisseur, con continui tentativi di fuga e contropiedi. L’Italia si è messa in ottima mostra prima con un attacco di Lorenzo Milesi (Movistar Team) e subito dopo con una bella accelerazione del giovane friulano Davide Toneatti (XDS Astana Team).

Le loro azioni sono state purtroppo rintuzzate dall’inseguimento del drappello dei migliori, tirato da un attivissimo Dylan Van Baarle. Nemmeno l’affondo solitario del neerlandese Rick Pluimers (Tudor) ha avuto fortuna, venendo annullato dal plotone proprio ai piedi della rampa finale del Muro di Durbuy.

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Lo sprint sul Muro: la zampata vincente di Aranburu

Sulle pendenze più severe del Muro di Durbuy il primo a rompere gli indugi è stato Toon Aerts, ma la sua azione è risultata decisamente prematura. Dalle retrovie è emerso con grandissima forza Lewis Askey, che ha dato l’impressione di aver calcolato i tempi perfetti per involarsi verso la linea d’arrivo.

Sulla ruota del britannico, tuttavia, si è francobollato un attentissimo Alex Aranburu: l’esperto corridore della Cofidis ha sfruttato il momento in cui la strada spianava leggermente subito dopo l’ultima curva, rilanciando l’azione con una progressione devastante che ha lasciato Askey sul posto. Terzo gradino del podio per Carlos Canal (Movistar), mentre si segnala l’eccellente sesto posto del velocista Jasper Philipsen (Alpecin) e lo splendido nono posto finale dell’azzurro Davide Toneatti.

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