Il Giro di Romandia 2026 si presenta con una startlist di altissimo livello in cima — con nomi come Tadej Pogačar, Florian Lipowitz e Primož Roglič — ma con un problema evidente in profondità: solo 15 squadre al via, per un totale di 105 corridori, un numero insolitamente basso per una corsa WorldTour.
A pesare sono soprattutto i forfait di quattro WorldTeam: Uno‑X Mobility, Lotto‑Intermarché, Decathlon CMA CGM e Alpecin‑Premier Tech. Una situazione rara, figlia della nuova regolamentazione UCI.
La nuova regola UCI: ogni WorldTeam può saltare una corsa WorldTour
Dal 1° gennaio 2026, le squadre WorldTour possono saltare una corsa WorldTour all’anno, sia essa una classica o una gara a tappe. L’obiettivo della UCI è evitare sovraccarichi e garantire la presenza dei migliori corridori nelle gare più prestigiose.
Il risultato, però, è che quattro squadre hanno scelto proprio il Giro di Romandia per giocare il loro “jolly”.
Chassot: “Capisco le squadre, ma ho chiamato Decathlon per chiarire”
L’organizzatore Richard Chassot non nasconde la delusione, ma mostra comprensione:
“Ci sono tante corse in contemporanea, quindi capisco le squadre. Che Uno‑X e Lotto‑Intermarché non venissero non è una sorpresa: sono team più orientati alle classiche. Ma Decathlon CMA CGM è sempre venuta con ambizioni, quindi li ho chiamati.”
Dal team francese sono arrivate due motivazioni precise:
1. Il Giro d’Italia parte dall’Ungheria
La corsa rosa inizia cinque giorni dopo il Giro di Romandia, con una logistica complessa. “Il materiale e i mezzi della squadra sono sotto pressione. Non riuscivano a combinare le due trasferte.”
2. Paul Seixas non era disponibile
Il giovane fenomeno francese ha un calendario già molto carico. “L’unico blocco libero era quello dei velocisti, ma noi non abbiamo tappe per sprinter.”
Decathlon ha promesso di tornare nel 2027 con una selezione da classifica.
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“La regola UCI ha senso, ma quattro forfait insieme sono troppi”
Chassot non critica la nuova norma:
“Le squadre hanno 30 corridori e un calendario enorme. Se dovessero dare priorità solo alle WorldTour, molte corse storiche sparirebbero.”
Il problema nasce quando troppi team scelgono la stessa gara per saltare l’obbligo.
“È una fase di assestamento. Non vedo problemi per il futuro: chi salta quest’anno, l’anno prossimo dovrà esserci.”
Perché non sono state invitate più squadre ProTeam?
Il Giro di Romandia aveva la possibilità di assegnare wild card aggiuntive, ma non l’ha fatto.
“Abbiamo perso uno sponsor importante e il budget era limitato. Tudor l’abbiamo invitata, ma altre squadre non erano disponibili o avevano troppi infortuni.”
Q36.5, ad esempio, ha rinunciato per mancanza di corridori.
Un peloton più piccolo? “Non è necessariamente un male”
Chassot sorprende con una riflessione: “Con 130 corridori la corsa è più sicura. Oggi ci sono tante cadute e le velocità sono altissime. Non serve avere 200 corridori alla partenza.”
La data del Giro di Romandia resta quella giusta
Nonostante i problemi, l’organizzatore difende la collocazione in calendario:
- nessuna sovrapposizione con altre WorldTour
- nessuna concorrenza di grandi eventi
- tradizione consolidata
- percorso ideale per scalatori e corridori da corse a tappe
L’unico limite? I corridori delle classiche del Nord arrivano troppo stanchi per partecipare.
Le tappe del Giro di Romandia 2026
- 28/04 – Villars‑sur‑Glâne → Villars‑sur‑Glâne (3,2 km, prologo)
- 29/04 – Martigny → Martigny (170,6 km)
- 30/04 – Rue → Vucherens (173,1 km)
- 01/05 – Orbe → Orbe (176,6 km)
- 02/05 – Broc → Charmey (149,6 km)
- 03/05 – Lucens → Leysin (178,2 km)
















