Il 2026 di Wout van Aert è già un successo memorabile grazie alla vittoria nel Velodromo di Roubaix, un risultato che ha tolto pressione a tutta la sua stagione. Per ricaricare le pile in vista dei prossimi obiettivi, il fuoriclasse della Visma | Lease a Bike ha deciso di lasciare a casa la bici da strada e l’agonismo estremo, scegliendo la libertà del gravel e delle borse da bikepacking.
187 km per iniziare: da Herentals alla costa olandese
La prima tappa del viaggio è stata tutt’altro che una passeggiata. Partendo da Herentals, Van Aert e i suoi compagni hanno puntato dritti verso nord, attraversando Schoten e Kalmthout per poi varcare il confine olandese a Huijbergen.
Il gruppo ha attraversato Bergen op Zoom per concludere la giornata a Schouwen-Duiveland, sulla costa olandese. Il bilancio della prima giornata, come testimoniato dai dati Strava, parla chiaro: 187 chilometri e oltre sei ore passate in sella. Non proprio il concetto di “riposo” dei comuni mortali, ma per Wout è il modo perfetto per staccare la spina.
Il vento della Zelanda e il ritorno a Knokke
Il secondo giorno è stato dedicato alla costa della Zelanda. Il gruppo ha pedalato verso sud attraversando la suggestiva diga di Neeltje Jans, circumnavigando Middelburg prima di imbarcarsi sul traghetto a Vlissingen. Una volta tornati sulla terraferma, i ciclisti hanno proseguito lungo il litorale rientrando in Belgio per fermarsi a Knokke. Una tappa più breve, “solo” 125 chilometri per circa 4 ore e mezza di pedalata.
“Jeansbroek-dagje”: panini e relax
Ma bikepacking significa anche godersi il momento. Van Aert ha descritto la sosta a Knokke-Heist come un “Jeansbroek-dagje” (una giornata in pantaloni di jeans), un turno di riposo vero e proprio lontano dalla licra e dai cardiofrequenzimetri.
Tra una visita al panificio locale per fare scorta di panini e qualche ora di relax con gli amici di sempre, il campione belga sta dimostrando che anche nel ciclismo moderno, ai massimi livelli, c’è spazio per l’avventura pura e la fratellanza. Un modo umano e genuino per celebrare una primavera che lo ha visto finalmente sul trono della Regina delle Classiche.










