Jonas Vingegaard non ha perso tempo. Alla seconda tappa del Giro d’Italia 2026, il danese della Visma | Lease a Bike ha piazzato il suo primo scatto dell’edizione, scegliendo l’ultima salita prima dell’arrivo di Veliko Tarnovo per testare la gamba e, soprattutto, per rendere la corsa più sicura nella fase conclusiva.
L’attacco è arrivato dopo il lavoro impeccabile di Davide Piganzoli, che ha preparato il terreno con un forcing deciso. Vingegaard ha accelerato con decisione, creando subito selezione. A rispondere sono stati soltanto Giulio Pellizzari e Lennert Van Eetvelt, gli unici capaci di tenere il ritmo del due volte vincitore del Tour.
“Volevamo sfoltire il gruppo per evitare rischi”
Dopo il traguardo, Vingegaard ha spiegato la logica dietro la sua scelta tattica: “L’idea dell’attacco era quella di sfoltire in maniera significativa il gruppo, così da evitare i pericoli nei chilometri finali. Mi sentivo bene e mi sarebbe piaciuto giocarmi la vittoria, ma era più importante concludere la tappa in sicurezza.”
Il danese ha infatti preferito non partecipare alla volata del gruppo rientrato negli ultimi metri, limitandosi a tagliare il traguardo senza correre rischi inutili.
Pellizzari e Van Eetvelt rispondono: un segnale importante
L’azione ha messo in luce anche la brillante risposta di Giulio Pellizzari, che ha seguito Vingegaard senza esitazioni, confermando ancora una volta la sua crescita e la sua capacità di competere con i migliori scalatori del mondo.
Il trio ha provato a collaborare fino al traguardo, ma il gruppo inseguitore — galvanizzato dalla neutralizzazione precedente e dagli abbuoni in palio — è riuscito a rientrare negli ultimi chilometri.










