“Abbiamo chiesto la neutralizzazione dei tempi ma il direttore di corsa ci ha ignorati”: duro attacco di Jasper Stuyven

Jasper Stuyven
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La seconda tappa del Giro d’Italia 2026 non verrà ricordata soltanto per la storica vittoria dell’uruguaiano Guillermo Silva, ma soprattutto per la massiccia caduta che ha sconvolto il finale verso Veliko Tarnovo. Un incidente che ha coinvolto decine di corridori e che ha lasciato strascichi pesanti, con diversi atleti costretti al ritiro e altri trasportati in ospedale.

Tra i più critici dopo l’arrivo c’è stato Jasper Stuyven, che non ha risparmiato parole durissime nei confronti della direzione di corsa. Il belga della Soudal Quick‑Step ha raccontato momenti di grande confusione: “Non c’erano più ambulanze disponibili, e subito dopo ci aspettava una discesa pericolosa. La neutralizzazione era inevitabile”, ha spiegato.

La corsa è stata infatti fermata per alcuni minuti, mentre i medici assistevano i corridori coinvolti, tra cui Marc Soler, Jay Vine, Santiago Buitrago e Adne Holter, tutti costretti al ritiro. Anche Adam Yates e Andrea Vendrame sono arrivati al traguardo visibilmente malconci.

“Avevamo chiesto di neutralizzare i tempi”

Ma ciò che ha fatto infuriare Stuyven è stata la gestione della ripartenza: “Avevamo chiesto che i tempi per la classifica venissero neutralizzati, così da evitare rischi inutili nella discesa successiva. Il direttore di corsa ci ha detto che stavano valutando…”.

Poi l’affondo più duro: “All’improvviso ha tirato fuori la testa dall’auto come un cane impaurito, ha sventolato la bandiera e ha urlato ‘race’. E subito dopo si è rintanato di nuovo dentro. Una gestione assurda.”

Parole pesanti, che riflettono il malumore di un gruppo scosso da una caduta che ha cambiato il volto della tappa e anche della classifica generale, visto che Adam Yates ha tagliato il traguardo con più di 13 minuti di ritardo, uscendo definitivamente dalla lotta alla classifica generale.

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