Giro d’Italia 2026, Vingegaard critico sulla trasferta bulgara: “Hotel rumorosi e strade scivolose. Il viaggio? Ne avrei fatto a meno”

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La Grande Partenza del Giro d’Italia 2026 in Bulgaria ha regalato entusiasmo, pubblico e immagini spettacolari, ma non tutti i corridori hanno vissuto tre giorni semplici. Tra le voci più critiche c’è quella di Jonas Vingegaard, che al termine della terza tappa ha espresso alcune perplessità sulla trasferta balcanica e sul viaggio verso l’Italia. Secondo quanto riportato dal sito danese Feltet, il danese della Visma | Lease a Bike ha ammesso che avrebbe preferito evitare lo spostamento aereo da Sofia alla penisola italiana, definendolo “non necessario” e spiegando di aver preso precauzioni come mascherina e gel igienizzante .

“Hotel rumorosi, ho dormito bene solo l’ultima notte”

Vingegaard ha poi raccontato che le notti in Bulgaria non sono state ideali per il riposo: “La prima notte in cui ho dormito bene è stata ieri. Non sempre si dorme in hotel dello stesso livello. Nel primo c’era molto rumore” . Il danese ha comunque escluso ripercussioni sulle prestazioni, spiegando di non aver dormito male al punto da compromettere la corsa.

Strade scivolose e qualche caduta: “Un po’ più pericoloso del solito”

Il bilancio tecnico della trasferta bulgara, per Vingegaard, è in chiaroscuro. Da un lato, ha riconosciuto la grande partecipazione del pubblico lungo il percorso; dall’altro, ha sottolineato che l’asfalto si è rivelato molto scivoloso, soprattutto negli ultimi due giorni, con alcune cadute provocate proprio dalla mancanza di grip in curva . “Forse un po’ più pericoloso di altri posti, ma è così”, ha commentato.

Un entusiasmo enorme, ma non tutti i corridori hanno apprezzato

Le sue parole arrivano in un contesto in cui la Bulgaria ha accolto il Giro con un entusiasmo travolgente: presentazione delle squadre da tutto esaurito a Burgas, migliaia di tifosi lungo le strade e un forte investimento economico per ospitare l’evento, come confermato da diverse testate internazionali .

La trasferta balcanica, dunque, ha mostrato due facce: da un lato la passione del pubblico e l’impatto mediatico; dall’altro, le difficoltà logistiche e le condizioni di gara non ideali evidenziate da uno dei grandi favoriti per la maglia rosa.

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