“Non penso a Carapaz, le nostre carriere sono diverse”: Narvaez festeggia il quarto successo in carriera al Giro

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FERMO – Dopo il successo di Jhonatan Narváez a Fermo — il secondo in questo Giro d’Italia 2026 dopo quello di Potenza — l’ecuadoriano si è presentato in conferenza stampa con emozioni contrastanti. “Per me questo Giro non è stato una fiaba. Ho vinto due tappe, sì, ma nella seconda frazione abbiamo perso tre corridori. Per fortuna lo spirito della squadra è rimasto eccellente”, ha spiegato nel giorno in cui diventa il secondo ecuadoregno nella storia capace di vincere quattro tappe al Giro d’Italia, come il connazionale Richard Carapaz.

La UAE Team Emirates‑XRG ha corso in modo impeccabile: “Eravamo in due davanti e due dietro, messi benissimo. Potevamo controllare sia la fuga sia gli inseguitori.”

“Dopo la caduta in Australia è stato un periodo terribile”

Narváez è tornato anche sul momento più difficile della sua stagione: “Dopo la caduta al Down Under stavo malissimo, soprattutto mentalmente. In Ecuador ero a pezzi. Ho passato un mese a casa, vedevo i miei compagni correre e io ero fermo. Non è stato facile.”

Il lavoro quotidiano, però, ha fatto la differenza: “Piano piano sono tornato. Ora posso dire che mi sto divertendo.”

“Sapevo di essere forte in salita, ma l’ultima curva era pericolosa”

Sul finale di Fermo, Narváez è stato chiarissimo: “Sapevo di essere forse il più forte in salita, ma non bisogna mai sottovalutare gli avversari. L’ultima curva era bagnata, molto pericolosa.”

Complimenti anche a Andreas Leknessund, secondo sul traguardo: “Ha dimostrato di essere fortissimo. Ho capito di aver vinto solo dopo aver tagliato il traguardo.”

“Ho imparato dai grandi: so quando devo attaccare”

Narváez ha ricordato quanto abbia imparato da corridori esperti come Kwiatkowski e Rowe: “Ho corso con gente fortissima e molto furba. Ho imparato tanto da loro. Oggi ho capito subito quando era il momento di allungare.”

Il vento contrario ha reso tutto più complicato: “Sapevo che si poteva fare la differenza, ma era durissimo con quel vento in faccia.”

Una parte importante della conferenza è stata dedicata al compagno Mikkel Bjerg: “È stato esemplare. Non si vede molto in TV, ma fa sempre un lavoro enorme. Senza di lui oggi non avrei vinto.”

Narváez ha spiegato che gli ha chiesto di tirare fino all’ultimo metro: “Gli ho detto che avevo bisogno di lui fino alla fine. È grazie a lui che ho vinto.”

“Orgoglioso di ciò che ho fatto. Continueremo a provarci”

In chiusura, Narváez ha sorriso pensando al futuro: “Non sapevo che Carapaz avesse quattro vittorie al Giro. Facciamo carriere diverse, ma sono orgoglioso di ciò che ho fatto questa settimana. Continueremo a provare a vincere altre tappe.”

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