Nella tappa in cui si dava per scontata la volata arriva invece la fuga. A Milano si impone la Uno-X con Fredrik Dversnes Lavik, che ha coronato la fuga partita nelle prime ore di corsa. Battuti gli altri fuggitivi, nell’ordine Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber). I tre erano in fuga con mattia Bais, compagno di squadra di Maestri.
La fuga a quattro che sfida i velocisti
I corridori, esausti dopo il durissimo tappone alpino di Pila, cercavano una domenica di relativa calma. Sulla carta, i 157 chilometri da Voghera a Milano offrivano il terreno ideale per una classica passerella dedicata ai velocisti, una giornata cruciale per uomini come Jonathan Milan, Paul Magnier e Dylan Groenewegen.
La fuga di giornata, tuttavia, si accende subito con i soliti, generosissimi attaccanti delle squadre italiane. A comporre il drappello di testa sono Martin Marcellusi (Bardiani CSF-Faizanè), Mirco Maestri e Mattia Bais (Team Polti-VisitMalta), ai quali si unisce il passista norvegese Frederik Dversnes (Uno-X Mobility). Il gruppo lascia fare, concedendo ai quattro battistrada un vantaggio massimo di circa tre minuti, convinto di poter controllare agevolmente la situazione in vista del circuito cittadino.
Scintille per la Ciclamino tra Magnier e Narváez
Con la fuga saldamente in avanscoperta, l’unico vero sussulto nella prima parte di gara arriva al traguardo volante di Pavia. In palio ci sono punti pesanti per la maglia ciclamino. Jhonatan Narváez, leader provvisorio della classifica a punti, prova a difendersi sfruttando il treno della UAE Emirates.
Dalle retrovie, però, sbuca un famelico Paul Magnier (Soudal-Quick Step): il francese fulmina l’ecuadoriano sullo sprint, portandosi a quota 131 punti e agganciandolo virtualmente in vetta alla classifica. Un antipasto di quella che, nelle intenzioni di tutti, avrebbe dovuto essere la volata regale sul traguardo di Milano.
La protesta di Vingegaard e la neutralizzazione dei tempi
A poco più di quaranta chilometri dalla conclusione, mentre il gruppo fa il suo ingresso nel circuito finale all’ombra del Duomo, la corsa subisce una svolta burocratica e di sicurezza fondamentale. La nuova maglia rosa Jonas Vingegaard, spalleggiato dagli altri capitani della classifica generale, si sgancia dal plotone per portarsi all’altezza dell’ammiraglia della direzione di corsa.
Attraverso i microfoni della diretta TV, si sente chiaramente il fuoriclasse danese protestare con fermezza per la pericolosità del tracciato cittadino, puntando il dito contro il posizionamento delle transenne lungo le strade di Milano e ammettendo di aver rischiato la caduta. Le lamentele dei big non cadono nel vuoto: per garantire la sicurezza ed evitare rischi inutili in un finale che si preannunciava nevrotico, l’organizzazione della corsa decide di neutralizzare i tempi per la classifica generale al momento dell’ingresso nell’ultimo giro, ovvero a 15 chilometri dal traguardo.
Il capolavoro dei fuggitivi: Lavik Dversnes gela Milano
Con i big della classifica ormai ufficialmente “disinteressati” alla bagarre e al sicuro nelle retrovie, le squadre dei velocisti si schierano davanti per andare a chiudere la falla. Ma i conti sono stati fatti male. Al passaggio sulla linea della neutralizzazione, il quartetto di testa conserva ancora quasi un minuto di vantaggio. Nel gruppo le energie sono al lumicino, l’inseguimento è disorganizzato e i vagoni dei treni dei velocisti si sfaldano curva dopo curva.
Succede così l’incredibile: il gruppo non rientra e i quattro coraggiosi di giornata vanno a giocarsi la vittoria sul rettilineo d’arrivo di Milano. Nell’ultimo chilometro Mattia Bais si sacrifica totalmente, tirando una volata lunghissima per il compagno Mirco Maestri. Il capitano della Polti-VisitMalta lancia lo sprint con il cuore, ma alla sua ruota è incollato un monumentale Frederik Dversnes.
Il norvegese della Uno-X Mobility fa valere la sua incredibile sparata, salta Maestri negli ultimi metri e va a cogliere la vittoria più importante della sua carriera. Maestri, Marcellusi e Bais si devono accontentare delle piazze d’onore, completando un podio comunque straordinario per le Wild Card italiane. Poco dopo, Paul Magnier regola Dylan Groenewegen nella volata del gruppo, ma è uno sprint amaro: i velocisti oggi sono arrivati fuori tempo massimo.
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