Caso Zanoncello, il corridore rompe il silenzio dopo l’espulsione dal Giro: «Nessuna intenzionalità, giudicato da una clip breve»

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A poche ore dalla pesante decisione della giuria di estrometterlo dal Giro d’Italia 2026 per la presunta testata nel caotico finale di Milano, Enrico Zanoncello ha deciso di rompere il silenzio. Affidando il suo sfogo a un toccante post sui propri canali social, il velocista della VF Group-Bardiani CSF-Faizanè ha voluto dare la sua versione dei fatti, scusandosi per l’accaduto ma rigettando con forza l’accusa di aver voluto colpire volontariamente un avversario.

Le scuse e la ricostruzione: «Cercavo solo di non cadere»

Zanoncello non si nasconde e apre il suo messaggio esprimendo immediato rammarico per la caduta che ha coinvolto un altro corridore in quei concitati momenti:

«Voglio dire qualcosa su quanto successo ieri. Mi dispiace sinceramente per il ragazzo coinvolto nella caduta. Non avrei mai voluto che finisse così. È stata una volata molto caotica: ho ricevuto una spallata da sinistra, ho perso il controllo della bici e in quel momento non avevo più spazio per evitare il contatto. Anche la testata è stata una conseguenza del fatto che stessi cercando di riprendere il controllo».

Secondo il corridore della Bardiani, dunque, il movimento della testa non sarebbe stato un atto di violenza gratuita, bensì un riflesso condizionato nel disperato tentativo di bilanciare il corpo ed evitare un impatto ad altissima velocità. «Non c’è mai stata alcuna intenzione di colpire o mettere in pericolo qualcuno. Mi dispiace davvero per quello che è successo», ha ribadito con forza.

L’attacco alla moviola: «Giudicato da un video breve, la verità è un’altra»

Il punto centrale della difesa di Zanoncello si sposta poi sulla decisione dei giudici di gara, colpevoli – secondo l’atleta – di aver preso una sanzione così estrema basandosi su immagini parziali e decontestualizzate:

«Credo anche che sia un’ingiustizia giudicare quanto accaduto basandosi solo su una clip breve. Vedendo le immagini complete, la dinamica appare diversa e più chiara, togliendomi dal grosso delle responsabilità dell’incidente. Lasciare il Giro d’Italia in questo modo fa male e non è assolutamente come avrei voluto che finisse. Auguro il meglio e una pronta ripresa a chi è rimasto coinvolto».

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